Rex Stout.


Cordialmente invitati a incontrare la morte.

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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Personaggi principali:
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Nero Wolfe: investigatore privato
Archie Goodwin: braccio destro di Nero Wolfe
Fritz Brenner: cuoco di Nero Wolfe
Theodore Horstmann: giardiniere di Nero Wolfe
Ispettore Cramer della Squadra Omicidi
Bess Huddleston: organizzatrice di ricevimenti per ricchi
Janet Nichols: aiutante di Bess
Maryella Timms: segretaria di Bess
Lawrence (Larry) Huddleston: nipote di Bess
Daniel Huddleston: fratello di Bess
Brady: dottore
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1.
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Quella non era la prima volta che vedevo Bess Huddleston.
Un paio d'anni prima Bess aveva telefonato al nostro studio e aveva chiesto di parlare con Wolfe; e quando lui era andato all'apparecchio, lei gli aveva chiesto tranquillamente di recarsi a casa sua, su a Riverdale.
Naturalmente, Wolfe aveva tagliato corto e aveva interrotto la comunicazione. Tanto per cominciare, non mette mai piede fuori di casa se non per andare a trovare un vecchio amico o un buon cuoco. Secondo, il fatto che qualcuno, uomo o donna, non lo sappia ferisce la sua vanit.
Un'oretta dopo Bess era entrata nello studio - o meglio, nella stanza che Wolfe usa come studio nella vecchia casa sulla Trentacinquesima Strada, vicino al fiume - e avevamo vissuto un quarto d'ora abbastanza animato. Non avevo mai visto Wolfe tanto furioso. A me la proposta era parsa allettante. Bess Huddleston aveva offerto duemila dollari a Wolfe perch andasse a un ricevimento che lei stava preparando in onore di una Signora Non Ricordo Come, e facesse l'investigatore in un gioco che prevedeva un finto omicidio. Solo quattro o cinque ore di lavoro, seduto comodamente e con tutta la birra che riusciva a bere, e in pi duemila dollari. Bess aveva aggiunto perfino cinquecento dollari per me, perch accompagnassi Wolfe e facessi il lavoro da galoppino. Ma Wolfe era rimasto oltraggiato. Sembrava un Napoleone al quale fosse stato chiesto di andare a disporre un'armata di soldatini di piombo nella cameretta di un beb.
Dopo che Bess se n'era andata, avevo criticato l'atteggiamento di Wolfe. Gli avevo detto che, dopotutto, Bess era famosa quasi quanto lui, essendo la miglior organizzatrice di ricevimenti per ricchi che New York avesse mai avuto, e che una combinazione dei talenti di due artisti come loro sarebbe rimasta memorabile, per non parlare di quello che avrei potuto fare io con i cinquecento dollari per divertirmi, ma lui si era limitato a restare immerso nella sua cupezza.
Questo era successo due anni prima. Ora, in quella caldissima mattina d'agosto senza condizionatore in casa perch Wolfe non si fida dei marchingegni, Bess Huddleston telefon verso mezzogiorno e chiese a Wolfe di andare immediatamente a casa sua, a Riverdale. Wolfe mi fece cenno di liquidarla io e riattacc. Ma un po' pi tardi, quando se n'era andato in cucina a consultarsi con Fritz su un problema che era nato per il pranzo, io cercai il numero di Bess e la richiamai. Da un mese l'atmosfera nello studio era terribilmente deprimente, e io avrei accolto con gioia perfino la proposta di risolvere il caso di un fattorino sospettato di aver rubato una bottiglia d'aranciata, e cos telefonai e dissi a Bess che, se aveva in mente di fare un viaggetto fino alla Trentacinquesima, volevo ricordarle che Wolfe era irraggiungibile dalle nove alle undici di mattina e dalle quattro alle sei del pomeriggio, dato che in quelle ore restava di sopra, nella serra. Ma se lei avesse scelto qualunque altro orario, saremmo stati lieti di riceverla.
Devo rimarcare che Wolfe non parve per niente lieto, quando feci entrare Bess Huddleston nello studio verso le tre di quel pomeriggio. E nemmeno si scus per non essersi alzato dalla poltrona per salutarla, anche se, lo ammetto, nessuna persona di buonsenso si sarebbe mai aspettata uno sforzo del genere dopo un'occhiata alle sue dimensioni.
"Lei" borbott irritato " la donna che una volta  venuta qui e ha tentato di corrompermi perch accettassi di fare il pagliaccio".
Bess si lasci cadere sulla poltroncina rossa che avevo scostato per lei, tir fuori un fazzoletto da una grande borsetta verde e se lo pass sulla fronte, sulla nuca e sulla gola. Bess era una di quelle persone che non assomigliano molto alle loro fotografie pubblicate dai giornali, perch erano i suoi occhi a caratterizzare la faccia e a far dimenticare tutto il resto. Erano neri e lucenti, sembravano guardarti anche quando erano fissi altrove e la facevano sembrare molto pi giovane dei quarantasette, quarantotto anni che doveva avere.
"Santo cielo" stava dicendo, "con questo caldo c' da morire. Ho fretta perch devo vedere il sindaco per una festa che vuole che organizzi, quindi non ho tempo di discutere, ma la sua affermazione sul fatto che ho tentato di corromperla  veramente sciocca. Del tutto sciocca! Sarebbe stato un ricevimento splendido con lei nei panni dell'investigatore, ma ho dovuto accontentarmi di un poliziotto, un ispettore, che non ha fatto altro che grugnire. Cos". E fece un grugnito.
"Signora, se  venuta per..."
"No. Questa volta non mi serve per un ricevimento. Magari! Qualcuno sta tentando di rovinarmi".
"Rovinarla? Fisicamente, economicamente..."
"Semplicemente rovinarmi. Sa qual  il mio mestiere. Organizzare ricevimenti..."
"S, so qual  il suo mestiere" tagli corto Wolfe.
"Benissimo. I miei clienti sono personaggi ricchi e importanti, o almeno loro pensano di essere importanti. Ma senza disquisire su questo, per me lo sono, importanti. Quindi, che effetto pensa che avrebbe... un momento che glielo faccio vedere".
Apr la borsa e ci frug dentro come un terrier. Un foglietto di carta svolazz sul pavimento, e io mi avviai verso di lei per raccoglierlo, ma Bess gli lanci un'occhiata e disse: "Lasci stare,  carta straccia". Cos, mi liberai del foglietto gettandolo nell'apposito cestino e tornai alla mia sedia.
Bess Huddleston porse una busta a Wolfe. "Guardi questo. Che ne pensa?"
Wolfe studi la busta, davanti e dietro, ne estrasse un foglio che spieg e dopo averlo guardato lo pass a me.
"Questa storia  riservata" disse Bess.
"Anche Mr Goodwin lo " rispose Wolfe asciutto.
Esaminai il reperto. La busta, con il timbro dell'ufficio postale e aperta con il tagliacarte, aveva l'indirizzo battuto a macchina.

Mrs Jervis Horrocks
Settantacinquesima Strada Est, 902
New York City

Anche il foglio era dattiloscritto, e diceva:

 stata l'ignoranza o qualcos'altro a far s che il dottor Brady ordinasse a sua figlia la medicina sbagliata? Lo chieda a Bess Huddleston. Se vuole, pu dirglielo. A me l'ha detto.

Niente firma. Restituii a Wolfe foglio e busta. Bess Huddleston us di nuovo il fazzoletto per asciugarsi la fronte e il collo. "Ne  arrivata un'altra" disse, guardando Wolfe ma facendomi sentire come se guardasse me, "ma non l'ho portata. Quella, come pu vedere, porta il timbro di marted 12 agosto. Sei giorni fa. L'altra era stata impostata il giorno prima, luned 11, sette giorni fa.  stata mandata a un uomo ricco e molto influente, e diceva... le ripeto parola per parola. Diceva: Dove e con chi passa la maggior parte dei pomeriggi sua moglie? Se lo sapesse, ne resterebbe sorpreso. Io l'ho saputo da Bess Huddleston. Glielo chieda. L'uomo mi ha mostrato la lettera. Sua moglie  una delle mie migliori..."
"La prego". Wolfe agit l'indice contro di lei. "Mi sta consultando o assumendo?"
"La sto assumendo. Perch scopra chi ha mandato quelle lettere".
" un lavoro ingrato. Quasi impossibile. Solo l'avidit potrebbe spingermi ad accettarlo".
"Certo". Bess Huddleston annu impaziente. "Anch'io so come ottenere degli onorari astronomici. Mi aspetto di essere spremuta come un limone. Ma dove finisco, se questa storia non viene bloccata, e non viene bloccata alla svelta?"
"Bene. Archie, prepari il taccuino".
Lo tirai fuori e mi diedi da fare. Bess parl con me, mentre Wolfe suonava per farsi portare la birra e poi si adagiava contro lo schienale della poltrona chiudendo gli occhi. Ma li riapr a met quando sent Bess parlarmi della carta da lettere e della macchina da scrivere. La carta e le buste, stava dicendo Bess, erano del tipo usato per la corrispondenza personale da una ragazza che lavorava con lei come aiutante nell'organizzazione dei ricevimenti. Si chiamava Janet Nichols. Le lettere e le buste erano state battute su una macchina per scrivere di propriet della stessa Bess Huddleston e usata da un'altra ragazza che lavorava per lei come segretaria, certa Maryella Timms. Bess Huddleston non aveva esaminato le lettere con la lente d'ingrandimento, ma sembravano proprio scritte con quella macchina. Tutt'e due le ragazze abitavano con lei, nella sua casa di Riverdale, e c'era una grossa scatola di quella carta da lettere nella stanza di Janet Nichols.
Quindi, se non una delle ragazze, chi... Wolfe borbott: "Fatti, Archie, fatti". Domestici? Inutile perdere tempo con i domestici, secondo Bess Huddleston; nessuno di loro era rimasto con lei tanto a lungo da poter maturare del risentimento. Accettai l'informazione con un cenno della testa e passai oltre. Viveva qualcun altro in casa? S, un nipote, Lawrence Huddleston, anche lui dipendente di Bess come aiutante organizzatore di ricevimenti ma, secondo zia Bess, assolutamente al di sopra di ogni sospetto. Tutto qui? S. C'erano altre persone sufficientemente in confidenza da avere accesso alla carta da lettere di Janet Nichols? Certo. Come possibilit, parecchie.
Wolfe grugn maleducatamente. Tanto per acquisire un altro fatto, chiesi a Bess Huddleston che cosa sapeva dirmi delle insinuazioni contenute nelle lettere. Sulla medicina sbagliata e sui pomeriggi equivoci. Gli occhi neri della donna girarono verso di me. Non ne sapeva niente. E, comunque, erano questioni irrilevanti. Il punto era che qualcuno, una persona maligna, tentava di rovinarla mettendo in giro insinuazioni secondo le quali lei rivelava loschi segreti sulla gente. E che i segreti fossero veri o falsi non aveva nessunissima importanza. Okay, le dissi, tanto valeva dimenticare dove passava i pomeriggi la signora dell'Uomo Influente, magari andava a giocare a golf. Ma tanto per essere informato, Mrs Horrocks aveva una figlia? E questa figlia era stata malata? Ed era stata curata da un dottor Brady? S, rispose Bess Huddleston, impaziente, la figlia di Mrs Horrocks era morta un mese prima, e Brady era stato il suo medico curante. Morta di che cosa? Tetano. E come l'aveva preso, il tetano? Graffiandosi un braccio contro un chiodo nelle scuderie di una scuola d'equitazione.
Wolfe borbott: "Non esiste una medicina sbagliata..."
" stato terribile" lo interruppe Bess Huddleston, "ma non ha niente a che fare con questa storia. Arriver tardi all'appuntamento con il sindaco.  semplicissimo. Qualcuno vuole rovinarmi e ha escogitato questo sporco modo per farlo, tutto qui. Bisogna impedirlo, e se lei  intelligente come si dice, pu farlo. Ma sar bene che le dica che so chi  stato".
Sporsi la testa verso di lei. Wolfe sgran gli occhi.
"Come? Lo sa'?"
"S, penso di s. No, anzi, ne sono sicura".
"Dunque, signora, perch viene a disturbare me?"
"Perch non posso provarlo. E quella lo nega".
"Ma davvero!" Wolfe le lanci un'occhiata gelida. "A quanto pare  meno intelligente di come sembra se, non avendo prove, ha accusato qualcuno".
"Ho detto forse di aver accusato qualcuno? No. Ho discusso la cosa con Maryella, e con mio nipote, e con il dottor Brady, e con mio fratello. Ho rivolto loro delle domande. Mi sono accorta di non essere in grado di risolvere il problema da sola e sono venuta da lei".
"Per esclusione... la colpevole  Miss Nichols".
"S".
Wolfe era accigliato. "Ma non ha prove. Che cos'ha?"
"Ho... una sensazione".
"Pfui. Basata su che?"
"La conosco".
"Ma davvero!" Wolfe rimase accigliato, e sporse le labbra in fuori, una volta, poi le ritir in dentro. "Per divinazione? Frenologia? Quali specifiche rivelazioni del suo carattere ha osservato? La signorina tira via le sedie da sotto le persone?"
"La pianti di fare l'ironico" sbott Bess Huddleston, ricambiando il cipiglio. "Sa benissimo che cosa voglio dire. Ho detto che la conosco, e questo  tutto. I suoi occhi, la sua voce, i suoi modi..."
"Capisco. In altre parole, non le piace. Dev'essere o notevolmente stupida o estremamente intelligente, se ha usato la propria carta da lettere per scrivere quei messaggi. Ci ha pensato?"
"Certo.  intelligente".
"Ma sapendo che ha fatto questo, continua a tenerla alle sue dipendenze, nella sua casa?"
"Naturale. Se la licenziassi, servirebbe a fermarla?"
"No. Ma dice di sapere che  colpevole perch la conosce. Il che significa che lo sapeva una settimana fa, un mese fa, un anno fa che era il tipo capace di fare certe cose. Perch non si  liberata di lei?".
"Perch..." Bess Huddleston esit. "Che differenza fa?" chiese poi.
"Fa una grande differenza per me, signora. Mi ha assunto con l'incarico di scoprire la fonte di quelle lettere.  quello che sto facendo. Sto considerando la possibilit che se le sia mandate da sola".
Gli occhi della donna diedero un balenio. "Io? Assurdo".
"Allora mi risponda". Wolfe era imperturbabile. "Visto che sapeva che tipo era Miss Nichols, perch non si  liberata di lei?"
"Perch ne avevo bisogno.  la migliore aiutante che io abbia mai avuto. Le sue idee sono semplicemente... Prenda il ricevimento dei nani e dei giganti organizzato per Stryker...  stata un'idea sua... Lo dico in confidenza... alcuni dei miei pi grandi successi..."
"Capisco. Da quanto tempo Miss Nichols lavora per lei?"
"Da tre anni".
"La paga adeguatamente?"
"S. Un tempo no, ma ora s. Diecimila dollari l'anno".
"Allora perch vuole rovinarla? Per semplice cattiveria? O ha qualcosa contro di lei?"
"Ha... pensa di avere una ragione di risentimento".
"Quale?"
"Qualcosa..." Bess Huddleston scosse la testa. "Non ha nessuna importanza.  una questione personale. Non servirebbe a niente dirglielo. La pagher perch scopra chi ha mandato quelle lettere e perch trovi la prova della sua colpevolezza".
"Vuol dire che  disposta a pagarmi perch addossi la colpa a Miss Nichols".
"Neanche per sogno. A chiunque sia il colpevole".
"Proprio chiunque?"
"Certo".
"Ma  sicura che si tratti di Miss Nichols".
"Non ne sono esattamente sicura. Ho detto che si tratta di una sensazione". Bess Huddleston si alz e raccolse la borsa dalla scrivania di Wolfe.
"Devo andare. Pu venire a casa mia stasera?"
"No. Mr..."
"Quando pu venire?"
"Mai. Mr Goodwin pu..." Wolfe s'interruppe. "No. Dato che ha gi discusso la cosa con tutte quelle persone, vorrei vederle. Prima le due ragazze. Le mandi qui. Sar libero alle sei.  un brutto lavoro e voglio liberarmene il pi in fretta possibile".
"Santo cielo" esclam Bess Huddleston puntandogli addosso gli occhi. "Renderebbe un ricevimento indimenticabile. Se potessi organizzarne uno con lei per i Crowther ci guadagnerei quattromila dollari... Solo che non potr pi organizzare molti ricevimenti, se non blocchiamo quelle lettere. Telefoner alle due ragazze..."
"Il telefono  qui" dissi io.
Bess Huddleston fece la chiamata, diede istruzioni a una che chiamava Maryella e corse via.
Quando tornai nello studio, dopo aver accompagnato la visitatrice alla porta, Wolfe non era pi in poltrona. Non c'era niente d'allarmante in questo, dato che mancava un minuto alle quattro e quindi era la sua ora per salire dalle orchidee, ma quello che mi fece restare impietrito fu vederlo chino in avanti, anzi, quasi piegato in due, con una mano dentro il mio cestino per la carta straccia.
Si raddrizz.
"Si  fatto male?" chiesi ansiosamente.
Ignorandomi, si avvicin alla finestra per esaminare l'oggetto che teneva fra il pollice e l'indice. Mi accostai, e lui me lo consegn. Gli diedi un'occhiata. Era l'istantanea della faccia di una ragazza, niente di speciale secondo i miei gusti, ritagliata in modo che ora aveva sei lati ed era grande quanto mezzo dollaro.
"La vuole per il suo album?" gli chiesi.
Ignor anche questo. "Al mondo non c' niente di tanto indistruttibile quanto la dignit umana" disse, guardandomi come se gli avessi mandato una lettera anonima. "Quella donna si arricchisce aiutando gli sciocchi a passare il tempo. Con quello che guadagna paga me per razzolare nel fango. Met di quello che guadagno io va in tasse che vengono usate per costruire bombe con le quali fare a pezzi la gente. Eppure, io non sono privo di dignit. Lo chieda a Fritz, il mio cuoco. Lo chieda a Theodore, il mio giardiniere. Lo chieda a se stesso, il mio..."
"Braccio destro".
"No".
"Primo ministro".
"No".
"Amico".
"No!"
"Complice, fiancheggiatore, segretario al dipartimento della guerra, compagno..." Wolfe era diretto verso l'ascensore. Gettai l'istantanea sulla scrivania e andai in cucina a prendere un bicchiere di latte.


2.

"Siete in ritardo" dissi alle due ragazze in tono di rimprovero, mentre le facevo entrare nello studio. "Mr Wolfe si aspettava di trovarvi qui alle sei, quando  sceso dalla serra, ma sono le sei e venti. Ora  andato in cucina, dove ha cominciato le operazioni su un polpettone brasato".
Si stavano sedendo, e io le osservavo.
"Vuol dire che sta mangiando del polpettone brasato?" chiese Maryella Timms.
"No. Questo avverr pi tardi. Per ora lo prepara".
" colpa mia" intervenne Janet Nichols. "Sono tornata dopo le cinque, indossavo l'abito da cavallerizza e ho dovuto cambiarmi".
Non sembrava molto una cavallerizza. Non che fosse costruita male: aveva un corpicino ben fatto, con buoni fianchi, ma la faccia era pi da metropolitana che da pista ippica. Naturalmente mi ero aspettato qualcosa fuori dall'ordinario, in un modo o nell'altro, dato che secondo Bess Huddleston era lei la scrittrice anonima e aveva anche ideato il ricevimento dei nani e dei giganti per Stryker, e a essere sinceri rimasi deluso. Sembrava pi un'insegnante... ma forse sarebbe pi esatto dire che sembrava quello che un'insegnante sembra prima che arrivi il momento in cui un'insegnante sembra un'insegnante e nient'altro.
Maryella Timms, invece, non era neanche un po' deludente, anche se era irritante. L'attaccatura dei capelli cominciava molto indietro rispetto alla curva della fronte, e questo le faceva sembrare la fronte pi alta e pi ampia di quanto non fosse in realt, e nobile e spirituale. Ma gli occhi erano schivi, e questo non tornava. Se si  nobili e spirituali, non c' nessun bisogno di essere schivi. E poi c'era il suo accento. Terribilmente sudista. Io non sto combattendo ancora la Guerra Civile, e in ogni caso  stata la mia parte a vincerla, ma quelle belle del Sud, con le loro cantilene e le loro smorfie, mi hanno sempre dato sui nervi.
"Vado a vedere se riesco a staccarlo dalle pentole" dissi, e passai nell'atrio, l'attraversai e raggiunsi la cucina.
Le apparenze erano promettenti, riguardo alla possibilit di trascinare Wolfe nello studio, perch non aveva ancora messo mano al polpettone. Il composto, o parte di esso, era in una zuppiera posata a un'estremit del lungo tavolo, e Wolfe, in piedi all'altra estremit, ne stava discutendo con Fritz. Si voltarono tutti e due a guardarmi con la stessa espressione che mi aspetterei di vedere se facessi irruzione all'improvviso in una riunione governativa alla Casa Bianca.
"Sono arrivate" annunciai. "Janet e Maryella".
Da come mi guard mentre apriva la bocca, fu chiaro che Wolfe intendeva ordinarmi di dire alle due ragazze di tornare il giorno dopo, ma non fece a tempo a parlare. Sentii una porta aprirsi alle mie spalle e una voce cantilenare: "Ahhhhh, staate faacendo lo stuufaato..."
 l'ultima volta che tento di riprodurre la cadenza di quella voce.
La padrona della stessa voce mi super con passo leggero e raggiunse Wolfe, poi si chin per sbirciare nella zuppiera.
"Mi scusi" disse, e voi scusate me se non lo scrivo come lo pronunci. "Ma il polpettone  una mia specialit. Qui dentro c' solo la carne, vero?"
"Come pu vedere" grugn Wolfe.
" macinata troppo fine" dichiar Maryella.
Wolfe la fiss accigliato. Mi accorsi che era turbato da emozioni contrastanti. Una donna in cucina era un oltraggio. Una donna che criticava un ingrediente preparato da lui o da Fritz era un insulto. Ma il polpettone brasato era uno dei problemi pi difficili della sua vita, non ancora risolto da nessuno. Ammorbidire il sapore del vino e nello stesso tempo conservarne l'aroma, togliere alla carne la sua asciuttezza senza renderla grassa... le teorie e gli esperimenti duravano da anni. Wolfe fiss la ragazza con occhi di fuoco, ma non le ordin di andarsene.
"Miss Timms" dissi. "Le presento Mr Wolfe e Mr Brenner. Miss Nichols  nello..."
"Macinata troppo fine per che cosa?" chiese Wolfe truce. "Questa non  carne di vitello, con succhi da perdere..."
"Si calmi" disse Maryella, mettendogli una mano sul braccio. "Non  irrimediabile. Solo che andrebbe meglio macinata pi grossa. E quelle patate sono troppe, per questa carne. Ma se non ha le animelle, non pu..."
"Animelle!" tuon Wolfe.
Maryella annu. "Animelle fresche di maiale. Questo  il segreto. Soffritte in olio d'oliva con succo di cipolla..."
"Santo cielo!" Wolfe fiss Fritz. "Mai sentito! E neanche mi  mai passato per la testa. Fritz? Be'?"
Fritz aggrott la fronte, pensieroso. "Potrebbe essere" concesse. "Proviamo. Come esperimento".
Wolfe si volt verso di me, prendendo una decisione immediata. "Archie, chiami Kretzmeyer e gli chieda se ha delle animelle di maiale. Un chilo".
"Sar meglio che le dia una mano" disse Maryella. " un lavoro molto delicato..."
Fu cos che quel primo giorno entrai in notevole confidenza con Janet. Pensai che tanto valeva avere qualcuno che mi facesse compagnia, mentre andavo al mercato a comprare le animelle, e Maryella era incollata a Wolfe, e in quanto a Wolfe, sarebbe rimasto incollato a lei almeno per tutta la durata dell'esperimento... E cos mi portai dietro Janet. Quando tornammo a casa, avevo ormai deciso che era innocente, e non in un solo senso: anche se, lo ammetto, questo non significava granch, in quanto trovo difficile credere che qualcuno che non sia evidentemente una iena possa fare uno scherzo come quello di spedire lettere anonime. Ammetto anche che in Janet non c'era molta vitalit. Anzi, quando si trattava di fare conversazione sembrava un po' troppo distratta. Ma non c'era da meravigliarsi, se le era stato detto, com'era probabile, qual era la ragione della sua visita allo studio di Nero Wolfe.
Consegnai le animelle agli artisti del polpettone in cucina, e poi raggiunsi Janet nello studio. Mentre tornavamo dal mercato, le avevo parlato degli ibridi delle orchidee, e quando andai alla mia scrivania per mostrarle dei cartoncini con gli elenchi degli ibridi che avevamo nella serra, mi accorsi che mancava qualcosa. Cos le consegnai i cartoncini da guardare, domandai scusa e tornai in cucina, dove chiesi a Wolfe se qualcuno era andato nello studio durante la mia assenza. Wolfe era in piedi vicino a Maryella e guardava Fritz che sistemava le animelle su un tagliere, e per tutta risposta ottenni solo un grufolio.
"Nessuno di voi ha lasciato la cucina?" insistetti.
"No" disse lui brusco. "Perch?"
"Qualcuno mi ha rubato il leccalecca" risposi, e lo lasciai con i suoi compagni di giochi per tornare nello studio. Janet era seduta con i cartoncini in grembo e li leggeva uno a uno. Mi piazzai davanti a lei e chiesi amabilmente: "Che cosa ne ha fatto?"
Lei alz lo sguardo. A quel modo, con la faccia in su, vista da quell'angolazione, era piuttosto carina.
"Che cosa ne ho fatto... di che?"
"Dell'istantanea che ha preso dalla mia scrivania.  l'unica fotografia che ho. Dove l'ha messa?"
"Non..." Chiuse la bocca. "Non l'ho presa!" aggiunse poi in tono di sfida.
Mi sedetti e scossi la testa. "Stia a sentire" dissi con voce pacata. "Non menta. Siamo amici. Fianco a fianco abbiamo cercato le animelle nel freddo della sera. Animelle di maiale. E questo non ci lega, forse? Avanti, quella fotografia mi appartiene e la voglio. Diciamo che  svolazzata nella sua borsetta. Provi a guardare".
"Non c'". Con un nuovo tono di aggressivit nella voce, e un nuovo rossore sulle guance, sembrava avere molta pi personalit. La borsetta era sulla poltroncina, al suo fianco, e lei la stringeva con la mano sinistra.
"Ci guardo io, dentro la borsetta" dissi, avanzando verso di lei.
"No! Non  qui dentro!" Si mise il palmo della mano sullo stomaco. " qui!"
Mi fermai di botto, pensando per un secondo che l'avesse inghiottita. Poi tornai alla mia scrivania e dissi: "Okay, ora me la restituir. Ha tre alternative. O la tira fuori lei, o gliela tiro fuori io, o chiamo Maryella e gliela tira fuori lei, mentre io la tengo ferma. La prima soluzione  la pi signorile. Volter le spalle".
"La prego". Continu a tenersi la mano sullo stomaco. "La prego!  la mia foto".
" una foto che la ritrae, ma non  sua".
"Gliel'ha data Miss Huddleston".
Ritenni inutile negare l'evidenza. "Diciamo di s".
"E le ha detto... le ha detto...  convinta che sia stata io a mandare quelle lettere orribili! So che ne  convinta!"
"Questa" dichiarai con voce ferma " una questione che viene gestita dal mio capo. Io mi occupo solo della fotografia. Probabilmente non  importante:  semplicemente la foto di chi ha ideato il ricevimento dei nani e dei giganti per Stryker. Se la chiede a Mr Wolfe, probabilmente gliela dar. Pu perfino darsi che Miss Huddleston l'abbia rubata. Chiss. Non ci ha detto dove l'ha presa. Ma so che lei l'ha rubata dalla mia scrivania, e la rivoglio. Lei pu farsene un'altra, io no. Devo chiamare Maryella?" Girai la testa e assunsi l'aria di uno che sta per cacciare un urlo.
"No!" esclam lei, poi si alz, mi volt le spalle e fece un paio di contorsioni. Quando mi diede la fotografia, la infilai sotto un fermacarte sulla scrivania di Wolfe, dopo di che aiutai Janet a raccogliere i cartoncini degli ibridi dal pavimento, dov'erano caduti quando si era alzata.
"Guardi che cos'ha combinato" dissi. "Sono tutti mescolati. Ora deve aiutarmi a rimetterli in ordine..."
Per un attimo parve sul punto di scoppiare in lacrime, ma si trattenne.
Passammo un'ora insieme, non esattamente allegra, ma quantomeno amichevole. Evitai la questione delle lettere perch non sapevo che linea intendesse seguire Wolfe.
Quando finalmente Wolfe affront l'argomento, mi accorsi che non esisteva nessuna linea. Questo avvenne alle nove passate, quando ci riunimmo nello studio dopo aver mangiato il polpettone e i vari contorni. Il polpettone era okay. Ottimo. Wolfe ne aveva mangiato tre porzioni, e quando aveva conversato con Maryella, cosa che aveva fatto per quasi tutta la cena, non solo era stato gentile ma perfino rispettoso. C'era stato un attimo d'imbarazzo all'inizio, quando Janet aveva detto che non avrebbe mangiato il polpettone, ed era stato chiesto a Fritz di tagliare qualche fetta di prosciutto per lei. Maryella le aveva detto in tono risentito: "Non lo mangi perch l'ho cucinato io".
Janet aveva protestato che non era vero, che semplicemente non le piaceva il polpettone.
Nello studio, pi tardi, fu evidente che non c'era molta simpatia fra la segretaria e l'aiutante organizzatrice di ricevimenti. Non che si accusassero a vicenda di aver spedito le lettere anonime, n che ci fosse ostilit aperta fra loro due, ma da un paio d'occhiate che sorpresi quando alzai gli occhi dal taccuino e dal tono della voce quando si rivolgevano la parola sembrava che, se qualcuno avesse avvicinato un cerino a una delle due, si sarebbe alzata una bella fiammata. Wolfe, almeno a quanto mi parve, non ottenne granch, tranne una collezione di fatti poco importanti. Bess Huddleston, secondo loro, era una datrice di lavoro pi che soddisfacente. Ammisero che il suo carattere originale a volte rendeva difficile lavorare con lei, ma niente di serio. Janet lavorava per lei da tre anni, e Maryella da due, e n l'una n l'altra aveva la pi pallida idea di chi avesse mandato quelle lettere orribili; e per quanto ne sapevano loro, Bess Huddleston non aveva nemici... Oh, certo, Bess aveva offeso un bel po' di gente, ma che importanza aveva, e c'erano state molte persone, nei mesi passati, che avevano avuto accesso alla carta da lettere di Janet, ma non riuscivano a immaginare chi poteva averla usata, e cos via. S, avevano conosciuto la figlia di Mrs Jervis Horrocks, Helen. Era un'amica intima di Maryella. La sua morte era stata uno shock. E, s, conoscevano piuttosto bene anche il dottor Brady. Era un uomo famoso e simpatico, e godeva di una splendida reputazione per la sua et. Andava spesso a cavallo con una di loro o con Bess Huddleston. Alla scuola d'equitazione? No. Bess Huddleston aveva dei cavalli nella scuderia della sua casa di Riverdale, e il dottor Brady, quando finiva al Medical Center, il pomeriggio, andava l a fare una cavalcata. Dopotutto, il Medical Center distava solo una decina di minuti.
E Bess Huddleston non era mai stata sposata, e suo fratello Daniel era una specie di chimico che andava a cena dalla sorella circa una volta alla settimana. E il nipote, Larry, be', non un granch, un giovanotto che abitava l e veniva pagato per aiutare la zia nel suo lavoro. Non c'erano altri parenti e nessun amico intimo, tranne che Bess Huddleston aveva centinaia di amici intimi di tutti e due i sessi e di tutte le et...
And avanti cos per quasi due ore.
Dopo aver accompagnato le due ragazze alla macchina - notai che guidava Maryella - tornai nello studio e guardai Wolfe che ingollava un bicchiere di birra e se ne versava un altro.
"Se la desidera" dissi, "la fotografia della colpevole  l sulla sua scrivania, sotto il fermacarte. Janet la voleva. Voglio dire, in mia assenza l'ha rubata dalla mia scrivania e l'ha nascosta in un posto intimo che non nominer in sua presenza. Sono riuscito a riaverla... non importa come. Mi aspettavo che le chiedesse di dargliela, ma non l'ha fatto. E se pensa di risolvere questo caso con..."
"Al diavolo il caso". Wolfe ingoll un'altra sorsata di birra. "Avrei dovuto pensarci due volte. Domani vada l e dia un'occhiata in giro. I domestici, anche. Si assicuri della macchina per scrivere. Il nipote. Parli con lui e decida lei se  utile che lo veda. In caso affermativo, lo porti qui. E faccia venire il dottor Brady. Dopo colazione, se  possibile".
"Certo" dissi sarcastico.
"Verso le dieci? Per favore, prenda il taccuino. Devo dettarle una lettera. La spedisca stasera stessa, raccomandata. Al professor Martingale di Harvard. Caro Joseph, ho fatto una scoperta notevole, virgola, o piuttosto, virgola, me ne  stata comunicata una. Punto. Ricorderai certo la nostra discussione dello scorso inverno a proposito della possibilit di usare animelle di maiale per..."


3.

Dopo l'incidente che mi era capitato quando Wolfe mi aveva spedito in giro per un caso, nel febbraio del 1935, tutte le volte che lascio lo studio per lavoro mi chiedo automaticamente se devo prendere la rivoltella. Lo faccio raramente, ma se l'avessi portata con me quel marted pomeriggio giuro che l'avrei usata. Sicuro come il fatto che il mio nome  Archie e non Archibald, avrei freddato con un colpo secco quel maledetto orangutan.
Un tempo ci volevano tre quarti d'ora buoni per andare dalla Trentacinquesima Strada a Riverdale, ma ora, con la West Side Highway e l'Henry Hudson Bridge, venti minuti sono pi che sufficienti. Non avevo mai visto casa Huddleston, ma dato che leggo giornali e riviste, la recinzione mimetizzata fra il verde non fu una sorpresa. Posteggiai la macchina sul viale che correva parallelo alla recinzione, aprii un cancello e imboccai un viottolo in mezzo a un prato, diretto verso la casa. Tutt'attorno c'erano arbusti e cespugli, e sulla destra uno stagno a forma d'uovo.
A una ventina di passi dalla casa mi fermai di botto. Non so da dove fosse sbucato, ma me lo trovai davanti, a gambe larghe, grosso e nero, i denti che scintillavano in un sorriso, ammesso che cos lo si potesse definire. Rimasi dov'ero e lo guardai. Non si mosse. Mi dissi: al diavolo, e feci un passo, ma lui emise una specie di ruggito e io mi bloccai di nuovo. Bene, pensai, se questo  il tuo viottolo personale, basta che lo dici, e mi buttai sulla destra dove, dall'altra parte dello stagno, c'era un altro viottolo. Non mi girai ma mi spostai di lato, perch ero piuttosto curioso di vedere che cos'avrebbe fatto lui, e quello che fece fu che mi caric con tutte e quattro le zampe.
E cos accadde che mi mossi con la testa storta per tenere d'occhio lui e, indietreggiando, inciampai in un tronco messo di traverso sull'erba, vicino allo stagno. Ci manc poco che non finissi in acqua: infatti, caddi lungo disteso a pochi centimetri dal bordo dello stagno. Quando mi rimisi in piedi, il tronco si mosse, strisciando verso di me. Mi accorsi solo allora che era un alligatore, altro che tronco! L'orango si sedette sull'erba, ridendo. Non voglio dire che emetteva un suono di risata, ma era come se la sua faccia fosse atteggiata a un'espressione di grande divertimento. A questo punto gli avrei sparato, se avessi avuto la pistola. Aggirai lo stagno e raggiunsi l'altro viottolo, diretto verso la casa, ma ecco di nuovo l'orango piazzato davanti a me. Mi bloccai.
Una voce d'uomo disse: "Vuole giocare a rincorrersi".
Ero stato troppo impegnato per notare l'uomo. E poi, era appena sbucato da dietro un cespuglio sulla terrazza. Con un'occhiata notai che indossava una camicia verde e un paio di calzoni color mattone, che doveva avere la mia et o gi di l e che sembrava considerarmi con una certa alterigia.
"Vuole giocare a rincorrersi" ripet.
"Io no" risposi.
"Se l'offende, la morder. Cammini diritto sull'erba, e quando lui la tocca, faccia uno scarto di lato. Scarti tre volte, poi lasci che la afferri. Poi dica "Mister" con tono ammirato. Tutto qui. Lui si chiama Mister".
"Potrei girare sui tacchi e tornarmene a casa, invece".
"Non lo farei se fossi in lei. Si offenderebbe".
"Potrei tirargli un cazzotto".
"Potrebbe, ma andrebbe a finir male. Se mia zia venisse a saperlo... Lei  Archie Goodwin, vero? Io sono Larry Huddleston. Non sono stato io a mandare quelle lettere e non so chi le abbia mandate o chi potrebbe averlo fatto. Mia zia scender fra poco. Adesso  di sopra a litigare con Fratello Daniel. Non la invito a entrare finch non avr superato Mister".
"Tutti quelli che vengono qui sono costretti a giocare a rincorrersi con questo maledetto orango gigante?"
"Non  un orango.  uno scimpanz. Non gioca spesso con gli sconosciuti. Significa che gli  simpatico".
Dovetti stare al gioco. Mi avviai, fui intercettato, scartai tre volte, dissi "Mister" in tono d'ammirazione, e alla fine potei passare. Mister emise una specie di squittio, corse vicino a un albero e salt su un ramo. Mi guardai il dorso della mano e vidi del sangue.
Il nipote chiese, senza preoccuparsi troppo: "L'ha morsa?"
"No, sono caduto e devo essermi graffiato.  roba da niente".
"S, l'ho vista inciampare su Mos. Vado a prenderle della tintura di iodio".
Dissi che non ne valeva la pena, ma lui mi accompagn in casa attraverso la terrazza, in un soggiorno lungo il doppio di quanto era largo, con finestre ampie e un gran camino, e con divani, poltrone e cuscini sufficienti per organizzarci un ricevimento. Quando il nipote apr la porta di un armadio a muro, vicino al camino, scopr delle mensole con sopra un'ordinata teoria di bottigliette, rotoli di garza, cerotti e cos via.
Mentre mi passavo lo iodio sul graffio dissi, tanto per fare conversazione: "Bel posticino per tenerci l'occorrente per il pronto soccorso".
Lui annu. "Per via di Mister. Non morde mai a fondo, ma capita spesso che laceri la pelle a qualcuno. E poi ci sono Logo e Lulu, che a volte..."
"Logo e Lulu?"
"Gli orsi".
"Oh, certo, gli orsi". Mi guardai attorno, poi misi la bottiglietta dello iodio sulla mensola e lui chiuse la porta. "Dove sono adesso?"
"A schiacciare un sonnellino da qualche parte. Il pomeriggio dormono sempre. Cominceranno a girare pi tardi. Andiamo fuori in terrazza? Che cosa beve? Scotch, rye, bourbon?"
Era un bel posticino, la terrazza, sul lato ombreggiato della casa, con il pavimento coperto di grandi lastre irregolari di pietra divise da ricchi nastri di muschio. Rimasi seduto l per un'ora con Larry Huddleston, ma tutto ci che ne cavai furono tre bicchieri di beveraggio. Non legammo granch. Larry parlava come un attore, e nel taschino della camicia sportiva verde portava un fazzoletto dello stesso identico colore; nel giro di quell'ora nomin almeno tre volte i cittadini pi influenti del paese e, per giunta, indossava un orologio esagonale, mentre non c' nessunissima ragione al mondo perch un orologio non sia rotondo. Mi parve avere un'intelligenza appena sufficiente per i compiti pi semplici della vita, ma ammetto che a un ricevimento doveva fare la sua bella figura. Devo dire che non mi rivel nessun segreto. Si dimostr alquanto indignato per le lettere, ma da lui appresi solo che sapeva battere a macchina, che Maryella si era recata in citt per qualche impegno urgente, e che Janet era andata a cavalcare con il dottor Brady. Sembrava essere scettico riguardo al dottore, ma non riuscii a capire da che punto di vista.
Quando arrivarono le cinque, e sua zia non era ancora scesa, and a vedere che cosa fosse successo; ritorn dopo un minuto e mi disse che dovevo salire. Mi guid al piano di sopra, mi indic una porta e se ne and. Entrai e mi trovai in uno studio, ma dentro non c'era nessuno. Il disordine era al massimo. Su una sedia erano ammassate le guide telefoniche della citt. Le carte assorbenti dovevano essere in uso fin dalla Dichiarazione d'Indipendenza. La macchina da scrivere non era coperta. Mi guardavo attorno accigliato quando sentii dei passi, e Bess Huddleston caracoll dentro, seguita da un esemplare umano rinsecchito che aveva gli occhi neri come Bess, ma tutto il resto era risucchiato e sbiadito. Mentre mi superava a passo veloce, Bess disse: "Scusi. Come sta? Mr Goldwyn, questo  mio fratello".
"Goodwin" dissi con tono risoluto, e strinsi la mano del fratello di Bess. Rimasi sorpreso nel sentire che la sua stretta era decisa. La sorella si sedette alla scrivania e apr un cassetto da cui tir fuori un libretto degli assegni, poi pesc una penna da una tasca, riemp un assegno, tent di passarci sopra il tampone asciugante, fece una macchia e lo pass a Fratello Daniel. Lui lo prese, lo guard e disse: "No".
"S" sibil lei.
"Bess, ti dico che non..."
"Devi, Dan. Almeno per questa settimana. Non c' altro. Te l'ho gi detto migliaia di volte che..."
S'interruppe, guard me, poi guard lui.
"E va bene" si decise Fratello Daniel, mettendosi l'assegno in tasca. Poi si sedette, scuotendo la testa e assumendo un'aria pensierosa.
"E ora" disse Bess rivolta a me "che novit ci sono?"
"Nessuna, praticamente. Ci sono tracce di impronte digitali sulla lettera e sulla busta, ma dato che ne ha parlato con suo fratello e con suo nipote, e anche con le due ragazze e con il dottor Brady, probabilmente loro le hanno toccate. Giusto?"
"S".
Mi strinsi nelle spalle. "E cos, Maryella ha insegnato a Mr Wolfe a fare il polpettone. Il segreto sono le animelle. A parte questo, niente da riferire. Tranne che Janet sa che lei la sospetta di aver mandato le lettere. Inoltre, voleva la foto".
"Quale foto?"
"La sua istantanea, quella che mi aveva detto di buttare via. Lei l'ha vista e la rivoleva. Ha obiezioni circa il fatto che la riabbia?"
"Neanche per sogno".
"C' qualcosa che desidera dire a proposito di quella fotografia? Qualcosa che possa tornare utile?"
"No, la foto non ha niente a che fare con il nostro problema. Voglio dire, non vi aiuterebbe assolutamente".
"Abbiamo chiesto al dottor Brady di chiamare il nostro studio alle due, ma era troppo occupato".
Bess Huddleston and alla finestra, guard fuori e dopo un po' torn indietro. "Non era troppo occupato, per, per venire qui e usare uno dei miei cavalli". Il tono era acido. "Dovrebbero tornare presto... mi sembra di averli sentiti nelle scuderie..."
"Verr in casa?"
"S. Per bere".
"Bene. Mr Wolfe mi ha incaricato di dirle che esiste la possibilit che ci siano delle impronte sull'altra lettera. Quella ricevuta dall'uomo influente".
"Non  disponibile".
"Non pu farsela dare?"
"Non credo".
"L'uomo influente l'ha forse consegnata alla polizia?"
"Santo cielo, no!"
"Okay. Io e Mister abbiamo giocato a rincorrerci, e ho chiacchierato con suo nipote. Ora posso vedere dove Janet tiene la carta da lettere e prendere un campione della macchina per scrivere?  quella la macchina?"
"S. Ma prima venga nella camera di Janet. L'accompagno".
La seguii. La camera era dall'altra parte della casa, sullo stesso piano. Una stanzetta ordinata e accogliente. La carta da lettere fu facilissima da prendere. Non era in una scatola. Era nel cassetto di una scrivania, un cassetto non chiuso a chiave: bastava tirare una maniglia ad anello - che non poteva avere impronte digitali - e prendere la carta. Bess Huddleston se ne and, lasciandomi l solo, e quando mi fui guardato attorno senza trovare niente di interessante, tornai nello studio. Daniel era ancora nella poltroncina dove l'avevo lasciato. Battei qualche riga di campione sulla macchina per scrivere, usando un foglio della carta di Janet. Me lo stavo mettendo in tasca, quando Daniel disse: "Lei  un investigatore".
Annuii. " quello che mi dicono".
"Sta scoprendo chi ha spedito le lettere anonime".
"Appunto". Feci schioccare le dita. "Cos".
"Chiunque mandi lettere come quelle merita di essere messo in ammollo fino al mento in una soluzione di acido solforico".
"Sarebbe molto doloroso".
Daniel rabbrivid. "Certo. Sono rimasto qui perch pensavo che avrebbe avuto qualcosa da chiedermi".
"Molte grazie. Che cosa devo chiederle?"
"Questo  il guaio". Assunse un'aria addolorata. "Non c' niente che possa dirle. Magari ci fosse. Non ho informazioni da darle, neanche sospetti. Ma vorrei offrirle un commento. Senza nessun pregiudizio. Due commenti, anzi".
Mi sedetti e mi mostrai interessato. "Numero uno?" chiesi, attento.
"Poi dovr passarli a Wolfe".
"Lo far".
Daniel mi fiss arricciando le labbra. "Poco fa ha nominato cinque persone, con mia sorella. Il nipote della medesima, Larry, me, Miss Nichols, Miss Timms e il dottor Brady. Varr la pena tenere presente che quattro di noi subirebbero a loro volta un danno, se mia sorella dovesse subirne uno. Io sono suo fratello e nutro un affetto profondo per lei. Le ragazze sono alle sue dipendenze e percepiscono un ottimo stipendio. Anche Larry  ben pagato. Francamente - e io sono suo zio - troppo bene. Se non fosse per Bess, guadagnerebbe quattro dollari al giorno come manovale su un mercantile. Non conosco nessun'altra occupazione che non gli sforzerebbe le meningi oltre le loro capacit. Ma il punto  che il suo benessere dipende interamente da Bess. Quindi  ragionevole - e offro quest'osservazione per quello che vale - che noi quattro veniamo scagionati da qualunque sospetto".
"Okay" dissi. "Cos ne resta uno".
"Uno?"
"Certo, il dottor Brady. Dei cinque che ho nominato, ne ha eliminati quattro, puntando il dito direttamente su lui".
"Neanche per sogno!" Daniel assunse un'aria sconvolta. "Mi ha frainteso. Conosco molto poco il dottor Brady, ma si d il caso che il mio secondo commento riguardi lui. E insisto: si tratta solo di un commento. Ha letto la lettera che ha ricevuto Mrs Horrocks? Bene, allora si sar reso conto che, mentre vorrebbe apparire un attacco contro il dottor Brady, in realt  cos manifestamente assurda che non potrebbe mai danneggiarlo. La figlia di Mrs Horrocks  morta di tetano. Non esiste una medicina sbagliata per il tetano. Anzi, non ne esiste neanche una giusta, quando la tossina ha raggiunto i centri nervosi. L'antitossina ha un'azione preventiva, ma mai, o solo molto raramente, cura. Quindi, l'attacco contro il dottor Brady non  stato assolutamente un attacco".
"Interessante" ammisi. "Lei  medico?"
"No. Sono un chimico ricercatore. Ma qualunque trattato medico di media importanza..."
"Certo, far ricerche. Secondo lei, che ragioni potrebbe aver avuto il dottor Brady per creare delle difficolt a sua sorella?"
"A quanto ne so, nessuna. Nessunissima".
"Allora questo lo lascia fuori. Ed essendo gi fuori tutti gli altri, non resta che sua sorella".
"Mia sorella?"
Annuii. "Dev'essere stata lei a mandare le lettere".
Questo lo rese furioso. Anzi, perse completamente le staffe, soprattutto perch non era una questione su cui scherzare, e dovetti usare tutta la mia persuasione per calmarlo. Poi s'incup. Dopo aver chiacchierato con lui per altri dieci minuti senza cavarne niente, decisi di andarmene. Lui mi accompagn da basso e fuori sulla terrazza, dove sentii delle voci.
Se quello era un esempio delle allegre riunioni organizzate da Bess Huddleston, allora alle mie  meglio che ci pensi io, anche se ammetto di non essere onesto: in fondo Bess non aveva organizzato un bel niente. Era adagiata su una poltrona, con il vento che le sollevava il vestito sulle ginocchia, mettendo in mostra un paio di gambe che erano semplicemente qualcosa con cui camminare, i piedi calzati da pantofole rosse dal tacco alto. Era senza calze, e devo dire che detesto le gambe nude, di chiunque siano. Due orsi bruni di media grandezza erano seduti sul lastricato, con la schiena appoggiata ai braccioli della poltrona: succhiavano dei lecca-lecca e grugnivano l'uno contro l'altro. Maryella Timms era appollaiata sul bracciolo di un divanetto, con la mano posata sulla spalla di Larry Huddleston, il quale se ne stava adagiato sullo stesso divanetto con la sciolta disinvoltura con cui ci sarebbe stato John Barrymore. Janet Nichols, in abito da cavallerizza, era su una poltrona l vicino, la faccia arrossata e ansiosa, il che la faceva sembrare pi carina, al contrario di quello che accadeva solitamente con le altre persone. Accanto a lei, in piedi, c'era un uomo dalla faccia risoluta e dal corpo asciutto, anche lui in abito da cavallerizzo.
Quando Bess Huddleston mi present al dottor Brady, mi avviai verso di lui per stringergli la mano, ma avevo fatto solo due passi e mezzo che gli orsi balzarono verso di me, come se fossi stato il pasto dei loro sogni. Schizzai di fianco, compiendo cento metri in un sol balzo, e l'impeto con il quale si erano mossi port gli orsi diritto dov'ero stato io un attimo prima e oltre, ma quando mi girai per guardarli, un altro oggetto nero comparve alle mie spalle, e io schizzai via di nuovo, a casaccio. Da due direzioni mi arriv il suono di una risata, e da una terza mi giunse la voce di Bess Huddleston.
"Non ce l'avevano con lei, Mr Goldwyn. Hanno sentito arrivare Mister e hanno paura di lui. Mister li provoca sempre".
Gli orsi erano scomparsi. L'orango salt sull'altalena che era nell'angolo della terrazza e poi torn a terra. Dissi furibondo: "Mi chiamo Goolenwangel, non Goldwyn!"
Il dottor Brady mi strinse la mano, dicendo con una risata: "Non le dia retta, Mr Goodwyn.  una posa. Finge di non ricordare il nome di tutti quelli che non appaiono sul Who's Who. Dato che tutto il suo successo dipende dallo snobismo..."
"Tu s che sei uno snob" sbuff Bess. "Sei nato snob e morirai snob. Per me, si tratta di lavoro. Ma per l'amor del cielo, finiamola di... Mister, cattivaccio, non farmi il solletico ai piedi!"
Mister continu imperterrito. Aveva gi tolto le pantofole rosse e, dopo averle posate a terra, cominci a solleticare la pianta del piede destro di Bess. Lei strill e tir un calcio. Mister le solletic il piede sinistro, e Bess strill di nuovo, e questa volta scalci con quel piede. Questo parve soddisfare Mister, che fece per andarsene. La sua esibizione successiva non fu premeditata. Un uomo in giacca da cameriere, con in mano un vassoio carico di bicchieri e bottiglie aveva appena raggiunto la poltrona di Bess, quando Mister gli sbatt contro, e con forza. L'uomo cacci un urlo perdendo il controllo, e il vassoio croll a terra. Il dottor Brady acchiapp una bottiglia al volo, e io ne afferrai un'altra, ma tutto il resto si fracass. Mister fece un salto di quattro metri, atterr su una poltrona, vi rimase seduto e ridacchi. L'uomo in giacca da cameriere tremava dalla testa ai piedi.
"Per l'amor del Cielo, Haskell" disse Bess Huddleston, "non dare le dimissioni subito. Abbiamo ospiti a cena. Vai nella tua stanza, bevi qualcosa e sdraiati. Ci penseremo noi a ripulire qui".
"Mi chiamo Hoskins" disse l'uomo con voce sepolcrale.
"Gi,  vero. Certo. Va' a bere qualcosa".
L'uomo se ne and, e noi ci demmo da fare. Quando Mister cap come stavano le cose, il che avvenne immediatamente, si avvicin per darci una mano, e devo dire una cosa a suo merito: era il raccoglitore di frammenti di vetro pi veloce che avessi mai visto. Janet si allontan e torn con degli utensili, fra i quali due scope, ma il guaio era che non si poteva dare una ramazzata generale per via delle strisce d'erba fra le lastre di pietra. Larry and a prendere un altro vassoio di beveraggio, e alla fine Maryella risolse il problema delle schegge di vetro fra l'erba andando a prendere un aspirapolvere. Bess Huddleston non si mosse dalla poltrona. Il dottor Brady port via le macerie, e alla fine tornammo alla normalit, ognuno con un bicchiere in mano, compreso Mister, tranne che il suo beveraggio era analcolico... Altrimenti me ne sarei andato. Quello che sarebbe stato capace di fare con due martini nello stomaco lo sapeva solo Dio.
"A quanto sembra, oggi  la giornata delle rotture" disse Bess Huddleston. "Qualcuno ha fracassato la mia bottiglia di sali da bagno, e io l'ho lasciata dov'era".
" stato Mister?" chiese Maryella.
"Non credo. Non entra mai in casa. Non ho osato chiedere ai domestici".
Ma a quanto pareva, a casa Huddleston era impossibile starsene seduti tranquillamente a chiacchierare per pi di un'ora, che Mister fosse sobrio o ubriaco. Solo che il pasticcio successivo non fu colpa sua, se non indirettamente. L'atmosfera non era comunque molto calorosa: mi venne in mente che i presenti erano travolti da emozioni primitive che non riuscivano a nascondere bene. Io non sono molto abile nel recepire le sfumature, ma non c'era bisogno di un Nero Wolfe per capire che Maryella si stava lavorando Larry Huddleston, che quello spettacolo faceva contorcere i muscoli facciali del dottor Brady, che Janet era imbarazzata e fingeva di non curarsi di quello che stava succedendo, e che Daniel beveva troppo ed era assorto in qualche preoccupazione. Bess Huddleston tendeva l'orecchio per sentire che cosa stavo dicendo al dottor Brady, ma io gli stavo semplicemente dando un appuntamento perch chiamasse il nostro studio. Lui non poteva quella sera, ma forse il giorno dopo... aveva l'agenda zeppa d'impegni.
Il pasticcio ebbe inizio quando Bess Huddleston disse che era meglio che andasse a vedere se ci sarebbe stata una cena e qualcuno per servirla. Si tir su e infil le pantofole. Cio, ne infil una. Per la seconda, cacci dentro il piede e lo ritir fuori lanciando uno strillo.
"Maledizione!" esclam. "Un pezzo di vetro nella pantofola! Mi sono tagliata!"
Mister le corse accanto, e noi ci riunimmo attorno a lei. Dato che Brady faceva il medico, prese il comando della situazione. Il taglio non era granch: una fenditura superficiale, lunga un paio di centimetri, sotto l'alluce, ma sanguinava parecchio, e Mister si mise a piangere, rifiutandosi di smettere. Fratello Daniel port l'occorrente per il pronto soccorso che era andato a prendere nel soggiorno, e dopo aver pennellato lo iodio, Brady fece un ottimo lavoro con benda e cerotto.
"Va tutto bene, Mister" disse Bess con tono rassicurante. "Non devi... ehi!"
Mister aveva preso la bottiglia dello iodio, aveva tolto il tappo e stava depositando il contenuto, goccia a goccia, in una striscia d'erba. Non la cedette n a Brady n a Maryella, ma la consegn alla sua padrona, su richiesta, dopo aver rimesso il tappo. Bess pass la bottiglia al fratello.
Erano le sei passate, e non fui invitato a cena. Comunque, avevo sopportato abbastanza zoologia per un solo giorno, e cos salutai e me ne andai. Quando raggiunsi l'autostrada, e mi trovai di nuovo fra i miei simili, tirai un lungo respiro, inalando il buon vecchio odore di benzina e aria mescolati assieme.
Quando entrai nello studio, Wolfe, che stava facendo dei segni su una carta geografica della Russia che aveva comprato di recente, disse che avrebbe ascoltato il mio rapporto pi tardi, e cos, dopo aver messo a confronto il campione di scrittura sul mio foglio con quello della lettera di Mrs Horrocks e aver scoperto che era stata usata la stessa macchina, andai in camera mia per farmi la doccia e cambiarmi. Dopo cena, quando tornammo nello studio, Wolfe mi invit a fare un resoconto completo, senza tralasciare niente, il che significava che non sapeva ancora da dove cominciare e non si era formato nessuna opinione. Dissi che preferivo fare un rapporto scritto, perch quando lo facevo orale lui mi distraeva con le sue smorfie, irritandomi, ma Wolfe chiuse gli occhi, si adagi contro lo schienale e mi ordin di procedere.
Finii che era quasi mezzanotte, anche per via delle solite interruzioni. Se chiede un rapporto completo, Wolfe non esita a fare domande tipo: "Quella bestia ha versato lo iodio nell'erba usando la zampa destra o la sinistra?" Se Wolfe fosse un oggetto semovente e andasse in giro di persona, mi risparmierebbe un sacco di fiato, ma d'altra parte era per quello che ero pagato. In parte.
Alla fine si alz, stir le braccia e sbadigli. "Be'?" chiesi in tono aggressivo. "Ha risolto il caso? Incluse le prove?"
"Ho sonno" rispose, avviandosi. Sulla soglia si volt. "Ha commesso il solito numero di errori, naturalmente, ma il pi grave  stato di non aver indagato sulla bottiglia rotta nel bagno di Miss Huddleston".
"Puah" esclamai. "Tutto qui, quello che sa fare? Non era una bottiglia di lettere anonime, ma di sali da bagno".
" ugualmente assurdo. Addirittura improbabile. Rompere una bottiglia e andarsene, lasciando tutto cos? Nessuno farebbe una cosa del genere".
"Lei non conosce gli oranghi. Io s".
"Non orango. Scimpanz. Potrebbe essere stato lui, s. Ecco perch avrebbe dovuto indagare. Se non  stato l'animale, allora c' qualcosa di curioso. Molto innaturale. Se il dottor Brady arriva per le otto e cinquantanove, lo vedr prima di salire nella serra. Buonanotte".


4.

Questo accadeva marted sera, 19 agosto. Venerd 22 Bess Huddleston prese il tetano. Luned 25 mor. Per dimostrare come tutto, dalla guerra ai picnic, dipenda dal clima, come ha commentato Wolfe l'altro giorno, mentre discuteva il caso con un amico, se ci fosse stato un temporale a Riverdale tra il 19 e il 26 sarebbe stato impossibile provare che si era trattato di omicidio, per non parlare della cattura dell'assassino. Non che avesse dimostrato grande... oh, be'.
Mercoled 20 il dottor Brady venne nello studio per un colloquio con Wolfe, e il giorno dopo vennero Fratello Daniel e Nipote Larry. Tutto ci che riuscimmo a capire con sicurezza fu che i tre uomini si detestavano cordialmente. Nel frattempo, su istruzioni di Wolfe, io stavo stringendo i miei tentacoli attorno a Janet, cercando di farla cadere nel mio abbraccio mortale. In realt, non era un lavoro sgradevole. Mercoled pomeriggio la portai a una partita di baseball e rimasi piacevolmente colpito nello scoprire che sapeva distinguere un battitore da una base, e venerd sera andammo al Flamingo Roof, dove mi resi conto che Janet ballava bene quasi quanto Lily Rowan. Non civettava, anzi, restava un po' rigida, ma seguiva la musica e sapeva sempre da che parte muoversi. Sabato mattina feci rapporto a Wolfe su di lei nel modo seguente:

1. Se Janet nutriva del risentimento per Bess Huddleston, ci voleva qualcuno pi intelligente di me per scoprirlo.
2. Non c'era niente di fondamentalmente sbagliato in lei, tranne che avrebbe preferito vivere in campagna che in citt.
3. Non aveva sospetti definiti su chi poteva aver mandato le lettere anonime n sull'eventuale movente.

Wolfe disse: "Tanto per cambiare, provi con Miss Timms".
Non tentai di dare un appuntamento a Maryella per sabato o domenica, perch Janet mi aveva detto che sarebbero andati tutti a Saratoga per il week-end. Poi pensai che luned mattina non era un giorno adatto per iniziare una relazione sentimentale, e cos aspettai il pomeriggio prima di telefonare. Quando ebbi Maryella all'apparecchio seppi la novit e salii nella serra, dove Wolfe, in canottiera e con le forbici in mano, era uno spettacolo incredibile.
"Bess Huddleston  morta" dissi.
"Mi lasci in pace" disse in tono stizzito. "Sto facendo quello che posso. Qualcuno, probabilmente, ricever presto un'altra lettera e allora..."
"No, signore. Niente pi lettere. Sto esponendo dei fatti. Venerd pomeriggio, da quel taglio all'alluce si  propagato il tetano, e circa un'ora fa Bess Huddleston  morta. La voce di Maryella era strozzata, per l'emozione a sentir lei".
Wolfe mi fiss accigliato. "Tetano?"
"S, signore".
"Doveva esserci un onorario di cinquemila dollari per noi".
"Ci sarebbe stato se si fosse degnato di lavorare un po' al caso, invece di..."
"Sarebbe stato inutile, e lo sa bene. Aspettavo un'altra lettera. Archivi tutto, compresa la lettera a Mrs Horrocks, che pu essere restituita dietro richiesta. Sono contento di potermi liberare di questo caso".
Io non lo ero. Tornato nello studio, mentre controllavo la cartelletta con dentro la lettera della Horrocks, l'istantanea di Janet, un paio di rapporti scritti da me e qualche promemoria dettato da Wolfe, mi sentii come se stessi lasciando una partita di baseball al quarto inning e il punteggio pari.
Ma, a quanto sembrava, non potevo farci niente: impossibile sperare di far cambiare idea a Wolfe. Telefonai a Janet per chiedere se potevo essere loro utile in qualche modo, e lei mi rispose con una vocina tremante che a quanto le pareva no, non potevo fare niente.
Secondo il necrologio apparso sul New York Times il giorno dopo, i funerali sarebbero stati mercoled pomeriggio, alla Belford Memorial Chapel sulla Settantatreesima Strada, e naturalmente, malgrado fosse agosto, all'ultimo ricevimento di Bess Huddleston ci sarebbe stata molta gente. Cordialmente invitati a incontrare la morte. Decisi di andarci anch'io. E non semplicemente per curiosit o per dare un'occhiata a Janet.
Non ho l'abitudine di frequentare le cappelle mortuarie per guardare le ragazze, anche se ballano bene. Diciamo che fu l'intuito a farmi prendere questa decisione. Non che nella morte di Bess ci vedessi qualcosa di criminale, ma solo di incredibile. Sfilai davanti al feretro insieme alla folla: le avevo viste da lontano e non riuscivo a crederci. Ma quando fui vicino constatai che era vero. Otto orchidee nere non potevano provenire da nessun'altra parte al mondo, e c'era un bigliettino con le iniziali, cos come le aveva scribacchiate lui: N.W.
Quando tornai a casa, e Wolfe scese dalla serra, alle sei, non accennai al fatto. Decisi che non era prudente. Dovevo pensarci bene, prima.
Quella sera, il mercoled dopo il funerale, andai a rispondere al campanello, aprii la porta e mi trovai davanti il mio vecchio collega, l'ispettore Cramer della Squadra Omicidi. Lo salutai con falso entusiasmo e lo feci accomodare nello studio, dove Wolfe stava tracciando altri segni sulla carta geografica della Russia. Lui e Cramer si scambiarono i saluti, poi l'ispettore si sedette sulla poltroncina rossa, tir fuori un fazzoletto e si asciug il sudore dalla fronte e dal collo, dopo di che si cacci un sigaro fra i denti.
"Le stanno venendo i capelli grigi" dissi. "Secondo me non fa abbastanza esercizio. Un lavoratore cerebrale come lei..."
"Lo sa Iddio perch continua a tenerlo qui" disse lui, rivolto a Wolfe.
Wolfe grugn. "Una volta mi ha salvato la vita".
"Una volta!" esclamai indignato. "A cominciare..."
"Zitto, Archie. Che cosa posso fare per lei, ispettore?"
"Pu dirmi che cosa faceva per Bess Huddleston".
"Ma davvero". Wolfe alz le sopracciglia di una frazione di millimetro. "Lei? La Squadra Omicidi? Perch volete saperlo?"
"Perch c' un tizio, nel mio ufficio, che sta facendo il diavolo a quattro. Il fratello. Sostiene che sua sorella  stata assassinata".
"Davvero?"
"S".
"Ha delle prove?"
"No".
"Allora perch mi disturba con questa storia? E perch disturba se stesso?"
"Perch non riusciamo a calmarlo.  andato perfino dall'alto commissario. E anche se non ha prove, ha un argomento. Vorrei esporglielo".
Wolfe si adagi contro lo schienale e sospir. "Faccia pure".
"Bene. Quest'uomo ha cominciato con noi sabato scorso, quattro giorni fa. La sorella aveva preso il tetano il giorno prima. Non ho bisogno di dirle del taglio all'alluce, dato che Goodwin era presente".
"Ne ho sentito parlare, s".
"Ci scommetto. Il fratello, Daniel, sostiene che Bess Huddleston non pu aver preso il tetano da quel taglio. Dice che si  trattato di un frammento pulito di vetro che le era caduto nella pantofola, quando il vassoio pieno di bicchieri e bottiglie  caduto sulla terrazza. Lui l'ha visto. E la pantofola era una pantofola di casa, seminuova. E la signorina non aveva camminato scalza. Daniel sostiene che in quel taglio non potevano esserci germi di tetano, o comunque non tanti da provocare un attacco cos violento e improvviso. Ho mandato un uomo l, sabato sera, ma il medico non gli ha permesso di parlare con la signorina, e naturalmente non avevamo prove per..."
"Il dottor Brady?"
"S. Ma il fratello ha continuato a insistere con noi, soprattutto dopo che lei  morta, e ieri mattina ho mandato un paio di uomini per vedere di accontentarlo. Ora chiedo a lei, Goodwin, com'era quel pezzo di vetro? Il pezzo che ha tagliato l'alluce, quello caduto nella pantofola".
"Lo sapevo che sarebbe venuto a parlare con me" esclamai allegramente. "Era un frammento di un bicchiere azzurro, di quelli che usavano per servire i long-drink. Se ne sono rotti parecchi".
Cramer annu. "S, me l'hanno detto. Abbiamo mandato le pantofole in laboratorio, e il risultato  stato: niente germi di tetano. Naturalmente c'era un'altra possibilit, lo iodio e le garze. Abbiamo mandato in laboratorio anche tutta la roba che c'era sulla mensola dell'armadio a muro. La garza era sterile e lo iodio era perfetto, quindi niente germi neanche l. Date le circost..."
"Medicazione successiva..." borbott Wolfe.
"No. La benda che Brady ha trovato sull'alluce il venerd sera, quando  stato chiamato, era la stessa che aveva messo lui".
"Stia a sentire" lo interruppi. "Ho capito. Maledizione. Quell'orango. Le ha fatto il solletico ai piedi.  stato lui a passarle i germi..."
Cramer scosse la testa. "Abbiamo considerato anche questa ipotesi.  stata suggerita da qualcuno... dal nipote. Potrebbe anche darsi... ma non ci credo molto. Ora, il dottor Brady dice..."
"Scusi" intervenne Wolfe. "Lei ha parlato con quella gente. Miss Huddleston ha detto qualcosa a qualcuno di loro, prima di morire? A chiunque di loro?"
"Non molto. Lo sa che cosa fa il tetano alla gente?"
"Vagamente".
"Fa grossi danni. Come la stricnina, solo peggio, perch non vi sono intervalli di rilassamento e dura pi a lungo. Quando Brady  arrivato l, venerd sera, Miss Huddleston aveva gi le mascelle bloccate. Lui le ha somministrato dell'avertina per sollevarla, e l'ha tenuta sotto cura fino alla fine. Quando  arrivato il mio uomo, sabato sera, la signorina era arcuata all'indietro. Domenica ha detto a Brady, tra i denti, che voleva dire addio agli altri, e lui glieli ha portati in camera uno alla volta. Ho le loro dichiarazioni. Niente di significativo. Naturalmente la signorina ha detto solo poche parole a ognuno... Stava molto male. Suo fratello ha tentato di dirle che la sua morte cos vicina non era accidentale ma omicidio, ma Brady e l'infermiera gliel'hanno impedito".
"La signorina non l'aveva sospettato?"
"Non si sa. Si rende conto dello stato in cui era?"
Cramer spost il sigaro all'altro angolo della bocca. "Secondo Brady, un trecentesimo di grano della tossina del tetano  fatale. I bacilli e le spore si trovano praticamente ovunque, ma naturalmente soprattutto vicino ai cavalli. Il terreno attorno alle scuderie ne  zeppo. Ho chiesto a Brady se non poteva aver infettato lui la benda o la ferita, dato che era appena stato a cavallo, ma lui ha risposto che si era lavato le mani, come se l'era lavate Miss Nichols, e lei l'ha confermato. Il dottor Brady ha detto anche che  molto improbabile che ci fossero bacilli di tetano nella pantofola, o sul pezzo di vetro, o sulla pelle dell'alluce, o sulla zampa dell'orango o, almeno, che ce ne fossero tanti da giustificare un attacco cos virulento e cos veloce, ma ha aggiunto che  altrettanto improbabile che un uomo che attraversa col semaforo verde venga investito, eppure qualche volta succede. Si  molto rammaricato di non essere tornato l marted sera o mercoled mattina e di non averle fatto un'iniezione di antitossina, ma non se ne fa una colpa, perch a nessun medico al mondo sarebbe mai venuto in mente. Dopo che il veleno ha raggiunto i centri nervosi, com'era gi avvenuto quando Brady  arrivato l venerd sera,  troppo tardi per l'antitossina. Lui, comunque, ci ha provato lo stesso. Tutto quello che Brady ha detto  stato riferito al medico legale, il quale ha confermato la validit delle affermazioni".
"L'analogia non mi piace" dichiar Wolfe. "Un uomo che attraversa la strada ha molte probabilit di essere investito. Ecco perch io non esco mai. Comunque, questo non c'entra con il dottor Brady. Glielo chiedo di nuovo, Mr Cramer, perch disturba me, e se stesso, con questa storia?"
"Sono venuto proprio per scoprire se ne vale la pena".
"Non  il posto adatto. Cerchi dentro la sua testa".
"Oh, l  tutto a posto" rispose Cramer. "Sono pienamente soddisfatto.  stata una morte accidentale. Ma quel maledetto fratello non si arrende. E prima di sbatterlo fuori a pedate, ho pensato che valeva la pena di fare due chiacchiere con lei. Se l attorno c' qualcuno con l'omicidio nel cuore, lei l'ha di certo individuato, visto che aveva cominciato a lavorare per Miss Huddleston. Lei non si interessa di reati di piccolo cabotaggio. Vorrei sapere in che cosa consisteva questo lavoro".
"Non ne dubito" comment Wolfe. "Nessuna di quelle persone gliel'ha detto?"
"No".
"Proprio nessuna?"
"No".
"Allora come fa a sapere che ero stato assunto dalla signorina?"
"Il fratello mi ha detto che Goodwin era andato l, e questo mi ha spinto a fargli delle domande. Ma a quanto pare, il fratello non conosceva la natura del suo incarico".
"Neanch'io".
Cramer si tolse il sigaro dalla bocca e disse in tono veemente: "Stia a sentire! Che cosa ci rimette? Abbassi la guardia, una volta tanto! Voglio liberarmi di questo incomodo, tutto qui. Ho da fare! Le chiedo solo..."
"La prego" lo interruppe Wolfe brusco. "Ha detto di essere convinto che la morte sia stata accidentale. Non ha uno straccio di prova per poter dire il contrario. Miss Huddleston mi aveva assunto per un incarico confidenziale. La sua morte non mi assolve dall'incarico, mi priva semplicemente del lavoro. Se avesse in mente un'azione, potrebbe tentare di costringermi a parlare, ma non ce l'ha. Un bicchiere di birra?"
"No". Cramer era furibondo. "Mio Dio, quando vuole, come sa essere corretto! Posso farle una domanda semplicissima? Pensa che Miss Huddleston sia stata assassinata?"
"No".
"Che diavolo pensa, allora?"
"Niente di niente. Non ne so niente, di questa storia. Non mi interessa. La donna  morta, come muoiono tutti, e che possa riposare in pace, e io ho perso un onorario. Perch non mi chiede questo: se lei sapesse quello che so io, se le dicessi tutto sul lavoro per cui ero stato assunto, penserebbe che la sua morte richieda delle indagini pi approfondite?"
"D'accordo. Le faccio questa domanda".
"La risposta  no. Dato che non ha scoperto nessuna circostanza sospetta. Vuole della birra?"
"S" grugn Cramer.
Ne bevve una bottiglia, non ottenne nessun'altra concessione, n sotto forma di informazioni n come ipotesi, e se ne and.
Lo accompagnai alla porta, tornai nello studio e commentai: "Il vecchio Testa Grigia sembra migliorare con gli anni. Certo, ha avuto il vantaggio di studiare i miei metodi. A quanto pare, ha svolto quasi tutto il lavoro che avrei potuto svolgere io, senza omettere niente".
"Pfui". Wolfe spinse via il vassoio per far posto alla carta geografica. "Non che non sia d'accordo con lei. Ha svolto il lavoro quasi bene quanto lei, s. Ma o non ha avuto abbastanza intelligenza da scoprire tutto quello che  successo quel pomeriggio, o ha perso la sua migliore occasione di scoprire un omicidio, ammesso che ne sia stato commesso uno. Non ha piovuto la settimana scorsa, vero? No".
Lo guardai di traverso. "Ma davvero? Quante risposte sbagliate mi concede?"
Ma lui lasci perdere la mia domanda e ricominci a studiare la carta geografica. Era una di quelle occasioni in cui sarebbe stato un piacere buttarlo gi dall'Empire State Building, se mai ci fosse stato il modo di attirarlo lass. Naturalmente, c'era sempre la possibilit che mi stesse prendendo in giro, ma ne dubitavo. Conosco i suoi toni di voce.
Mi rovin il sonno. Invece di addormentarmi in trenta secondi, mi ci vollero trenta minuti, preso com'ero dal tentativo di capire che cos'aveva voluto dire. Poi mi svegliai due volte in preda agli incubi, la prima perch sognavo che mi piovesse addosso attraverso il tetto e che ogni goccia fosse un germe di tetano, e la seconda mi ero perso nel deserto dove non pioveva da cent'anni. L'indomani mattina, dopo che Wolfe era salito nella serra, mi incaponii. Mi sedetti alla scrivania e ripensai minuto per minuto al pomeriggio passato a Riverdale, cos come l'avevo riferito a Nero Wolfe. E ci arrivai. Ci sarei arrivato prima se non ci fossero state svariate interruzioni, telefonate e cos via, ma finalmente eccolo l, chiaro come il sole.
E questa, l'avevo sistemata. Per concludere la questione, telefonai al dottor Vollmer, che ha casa e studio in fondo alla nostra via, e scoprii quanto segue: il tetano, che  quasi sempre mortale, ha tre vite, come i gatti. Una vita  la tossina, una il bacillo e una la spora. Il bacillo, o la spora, entrano nell'organismo e fabbricano la tossina, ed  la tossina a fare il danno, viaggiando non nel sangue ma nei nervi. Il bacillo e la spora sono longevi: possono vivere nel terriccio e nella polvere per anni, soprattutto la spora.
E con questo che cosa dovevo fare? Non pensarci pi? Wolfe cos aveva fatto, ma lui non  un essere umano, mentre io s. E poi sarebbe stato bello se avessi raggiunto dei risultati. Avrei dato una lezione a Wolfe. Erano quasi le undici, e volevo uscire prima che lui scendesse dalla serra. Cos gli telefonai per dirgli che mi assentavo, andai a piedi fino al garage sulla Decima Avenue e presi la macchina. Diretto verso la periferia, mi fermai in un negozio vicino alla Quarantaduesima Strada, entrai, comprai un coltello da cucina a lama lunga, una paletta da giardino e quattro sacchetti di carta. Poi andai in una cabina telefonica e chiamai casa Huddleston.
Mi rispose la voce di Maryella. Chiesi di parlare con Miss Nichols. Dopo un attimo arriv Janet, e io le dissi che, siccome pensavo che presto avrebbe lasciato quella casa, mi sarebbe piaciuto avere il suo nuovo indirizzo.
" stato gentile a chiamare" rispose lei. " una... sorpresa piacevole. Pensavo che lei... la scorsa settimana, voglio dire... pensavo che mi portasse a spasso solo in funzione del suo lavoro".
"Non mi prenda in giro. Una ragazza che balla come balla lei non pu restare sorpresa se un uomo le telefona. Non che pensi che in questo momento abbia voglia di ballare..."
"No, infatti".
"Se ne andr presto di l?"
"Non questa settimana. Tentiamo di dare una mano a Mr Huddleston a mettere a posto le cose".
"Mi mander il suo nuovo indirizzo, quando se ne andr via?"
"Ma... s. Certo. Se lo desidera".
"Lo sa che lo desidero. Che ne direbbe se facessi una scappata? Solo per dirle ciao?"
"Quando? Subito?"
"S. Posso arrivare in venti minuti. Mi piacerebbe vederla..."
"Ma..." Silenzio. "Va bene, se  disposto a prendersi la briga".
Le risposi che era un piacere, non una briga, e riattaccai. Poi tornai alla macchina e mi diressi verso l'ingresso della West Side Highway, alla Quarantaseiesima Strada.
Ammetto che sbagliai di grosso il calcolo del tempo. Se fossi arrivato, poniamo, fra le dodici e mezzo e l'una, sarebbero stati tutti in casa a pranzare, e io avrei potuto dire che avevo gi mangiato e avrei aspettato Janet sulla terrazza, e questo mi avrebbe offerto una splendida occasione di fare ci che volevo fare. Invece, da come trovai le cose, non potei realizzare il mio progetto. Lasciai la macchina fuori dal cancello, dopo essermi messo il coltello in una tasca dei calzoni, la paletta nell'altra e i sacchetti di carta in quella della giacca. Mentre attraversavo il prato, vidi Larry vicino allo stagno, con lo sguardo fisso sull'acqua. Quando mi sent arrivare, trasfer lo sguardo su di me.
"Salve" dissi amabilmente. "Come, niente coccodrilli?"
"No. Non ci sono pi".
"E Mister? E gli orsi?"
"Neanche loro. Che cosa ci avrebbero fatto, qui?"
Penso che sarebbe stato meglio dargli ragione, ma era molto irritante. Come tono e anche come espressione. E cos dissi: "Ero venuto per giocare a rincorrersi con Mister". E mi diressi verso la casa, ma in quel momento apparve Janet, tagliando attraverso il prato. Era pi graziosa di come la ricordassi, o forse non pi graziosa ma pi interessante. Aveva una pettinatura diversa, o qualcos'altro. Mi salut, mi strinse la mano e poi disse a Larry: "Maryella vuole che l'aiuti con quelle fatture di Corliss. Alcune risalgono a prima del suo arrivo qui, e a quanto pare non si fida della mia memoria".
Larry le fece un cenno d'assenso, poi si mosse per piazzarsi davanti a me. "Che cosa vuole?"
"Niente di speciale" risposi. "Libert di parola, libert di religione, libert di..."
"Se ha un conto da presentare, lo spedisca. Avr il tre per cento".
Soppressi i miei impulsi e scossi la testa. "Niente conti. Sono venuto per vedere Miss Nichols".
"Figuriamoci.  venuto per spiare..."
Ma Janet gli mise una mano sul braccio. "Ti prego, Larry. Mr Goodwin mi ha telefonato per avvertirmi del suo arrivo. Ti prego".
Io avrei preferito tirargli un cazzotto. E poi mi irritava vedere Janet con una mano sul suo braccio e con gli occhi supplichevoli fissi su di lui, ma quando se ne and verso la casa mi trattenni e lo lasciai andare.
Chiesi a Janet: "Ma che cosa lo rode?"
"Be'" rispose lei, "dopotutto lei  un investigatore. E sua zia  morta... Terribile,  stato terribile".
"Certo. Lo chiami dolore, il suo. Che cosa voleva dire quella battuta sul tre per cento?"
"Oh..." Esit. "Non c' niente di segreto, in questo. Gli affari di Miss Huddleston sono alquanto imbrogliati. Tutti pensavano che fosse ricca, ma a quanto pare spendeva con la stessa velocit con cui guadagnava".
"Pi in fretta, se i creditori avranno solo il tre per cento". Mi avviai verso la terrazza, e lei si mise al mio fianco. "Ma se le cose stanno cos, il fratello e il nipote sono sfortunati. Chiedo scusa a Larry. Dopotutto pu darsi che fosse veramente sconvolto dal dolore".
" una cattiveria, quella che ha detto!" protest Janet.
"Allora la ritiro". Agitai una mano. "Parliamo d'altro".
Pensavo che la cosa migliore era sedermi con lei sulla terrazza, con l'idea di farmi lasciare l solo per pochi minuti, ma il sole era troppo caldo, e lei tir dritto verso la casa, con me dietro. Mi invit ad accomodarmi su un divano al suo fianco, ma con gli strumenti che avevo nelle tasche pensai che fosse meglio sedermi su una sedia davanti a lei. Cominciammo a conversare.
Certo, la cosa migliore sarebbe stata dirle che cosa volevo fare e farla, e nego che a impedirmelo fu il sospetto che Janet potesse essere colpevole di avere spedito le lettere o di omicidio. Fu semplicemente il desiderio naturale di non ferirla dicendole che il mio vero scopo, recandomi l, non era stato vedere lei. Se le cose fossero andate per il verso che speravo, sarebbe stato meglio averla come amica. E cos recitai a soggetto. Stavo cercando un pretesto per mandarla di sopra in modo da avere quei pochi minuti di solitudine di cui avevo bisogno, quando guardando fuori dalla finestra vidi qualcosa che mi fece sbarrare gli occhi.
C'era Daniel Huddleston, sulla terrazza, con un pacchetto e un rotolo di giornale sotto il braccio, un coltello a lama lunga in una mano e una paletta nell'altra.
Mi alzai per vedere meglio.
"Che c'?" chiese Janet, alzandosi anche lei. La zittii, sussurrandole all'orecchio: "Prima lezione per diventare investigatrici: non parlare mai ad alta voce".
Fratello Daniel si chin al centro della terrazza, davanti alla poltrona che qualche giorno prima era stata occupata da Bess, s'inginocchi su una lastra di pietra, deposit il pacchetto e il rotolo di giornali accanto a s, spieg alcuni fogli e affond il coltello nella striscia d'erba che divideva due lastre di pietra. Non c'era niente di furtivo nei suoi movimenti. Non lanci occhiate oltre la spalla, ma lavor in fretta e con determinazione. Con la paletta tir su un blocco di terriccio ed erba lungo una decina di centimetri e largo sei, e l'arrotol in un foglio di giornale. Poi ne tir su un secondo, a destra del primo buco, e poi un terzo, a sinistra, avvolgendoli separatamente.
"Che diavolo sta facendo?" bisbigli Janet. Le strinsi il braccio.
Daniel aveva quasi finito. Apr il pacchetto che aveva portato con s, tir fuori tre strisce di terriccio ed erba della stessa grandezza di quelle che aveva avvolto nella carta di giornale e le sistem nelle trincee che aveva scavato. Poi le premette con il piede finch non furono allo stesso livello delle lastre di pietra. Rifece il pacchetto mettendoci dentro le tre strisce che aveva appena scavato, nonch la paletta e il coltello, e se ne and come se avesse in mente una meta ben precisa.
Presi Janet per mano, guardandola negli occhi. "Stia a sentire, bellezza" dissi. "Ho un unico difetto, la curiosit. Per il resto sono perfetto. Non lo dimentichi. E poi dovr pranzare, ormai".
Lei disse qualcosa alla mia schiena mentre mi dirigevo alla porta. Emersi cautamente sulla terrazza, avanzai fino al bordo dei cespugli, li scostai e guardai attraverso. Daniel era a una quarantina di passi di distanza, in mezzo al prato, non in direzione del cancello, dov'era la mia macchina, ma dall'altra parte, sulla destra. Decisi di lasciarlo andare per un'altra ventina di passi prima di emergere, e per fortuna lo feci, perch all'improvviso sentii una voce alle mie spalle.
"Ehi, zio Dan! Dove stai andando?"
Daniel si ferm di botto e si volt. Girai il collo e attraverso le foglie vidi la testa di Larry che si sporgeva da una finestra del primo piano, con Maryella accanto.
"Abbiamo bisogno di te!" url Larry.
"Ci vediamo pi tardi" url Daniel.
"Ma  pronto il pranzo!" url Maryella.
"Ci vediamo!" rispose Daniel, voltandosi e rimettendosi in marcia.
"Ma guarda un po'" disse Maryella a Larry.
" pazzo" dichiar lui.
Le due teste sparirono. Ma siccome potevano ancora guardar fuori, scivolai lungo il lato della casa fino all'angolo, e di l aggirai dei cespugli di sempreverdi prima di svoltare nella direzione presa da Daniel. Lui non era in vista. Quella parte della propriet mi era nuova, e senza accorgemene andai a sbattere contro una staccionata nascosta da un arbusto. Aggirai anche l'arbusto, allungando il passo, e poco dopo trovai un viottolo. Niente Daniel. Il viottolo mi port a una serie di gradini di pietra, su per un ripido pendio, e io salii. Quando arrivai in cima lo vidi. A un centinaio di metri c'era un cancelletto nella staccionata, e Daniel lo stava chiudendo. Poi imbocc un sentiero tra due file d'alberelli. Aveva il pacchetto sotto il braccio. In un certo senso, ero interessato pi al pacchetto che a lui. E se l'avesse buttato in un fossato? E cos mi avvicinai pi di quanto avrei fatto per un pedinamento normale e, dopo aver superato il cancelletto, seguii Daniel gi per il sentiero. Giunto in fondo, non molto pi avanti, lui si ferm e io feci un salto per nascondermi fra gli alberi.
Era arrivato a una strada che dal fluire del traffico doveva essere abbastanza importante. A questo punto fui sistemato. Proprio davanti a Daniel si ferm un autobus a due piani, lui sal a bordo e quello ripart.
Io procedetti a piedi fino all'angolo. Si trattava di Marble Avenue. Riverdale  fatta cos. L'autobus era troppo lontano per leggere il numero, e non c'erano taxi in vista, da nessuna parte.
Avanzai in mezzo alla strada, davanti alla prima macchina in arrivo, e alzai una mano con aria imperiosa. Per mia sfortuna, il veicolo era occupato da due donne che sembravano la reclame delle salsicce affumicate, ma non avevo il tempo per fare il difficile. Saltai sul sedile posteriore, lanciai una rapida occhiata alla guidatrice, le cacciai sotto il naso la mia tessera di investigatore e dissi in tono brusco: "Polizia. Schiacci l'acceleratore e acchiappi l'autobus che abbiamo davanti".
La guidatrice emise una specie di vagito. L'altra disse: "Non ha l'aria del poliziotto. Scenda, altrimenti la portiamo alla stazione di polizia".
"Come preferite. Ma mentre perdiamo tempo in chiacchiere, il pi pericoloso gangster di New York sta fuggendo.  sull'autobus".
"Oh, ci sparer addosso!"
"No. Non  armato".
"Allora perch  cos pericoloso?"
"Per l'amor del cielo!" Allungai la mano verso lo sportello. "Prendo una macchina guidata da un uomo".
Ma l'automobile schizz in avanti. "Neanche per sogno" dichiar la guidatrice decisa. "So guidare come un uomo, se non meglio. Lo dice anche mio marito".
E aveva ragione. Nel giro di un isolato port la macchina sui cento chilometri all'ora, ed era abilissima nel superare. Poco dopo raggiungemmo l'autobus. O almeno, un autobus. Quando il veicolo si ferm a un incrocio, dissi alla donna di accostare, cosa che lei fece senza discutere, e con la mano sulla faccia guardai verso i finestrini e vidi Daniel.
"Lo sto pedinando" dissi alle signore. "Credo che stia andando a un incontro con un uomo politico corrotto. Il primo taxi libero che troviamo, se volete scendo, anche se lui potrebbe insospettirsi nel vedere un taxi, mentre non sospetterebbe mai di una macchina con a bordo due belle signore eleganti come voi".
La guidatrice assunse un'aria aggressiva. "In questo caso" dichiar " nostro dovere aiutarla". , E rest incollata alla coda dell'autobus per tre quarti d'ora buoni lungo Riverside Drive, fino alla fine, attraverso Broadway e poi in centro. Decisi che il minimo che potevo fare era offrir loro qualche distrazione, e lo feci raccontando le mie esperienze con i gangster, i rapitori e cos via. Quando mi accorsi che Daniel era ancora sull'autobus dopo la Quarantaduesima Strada, pensai disgustato che doveva essere diretto alla Centrale di polizia. Ed ero tanto immerso nel considerare la possibilit di intercettarlo prima che ci arrivasse che per poco non mi sfugg, quando salt gi dall'autobus nella Trentaquattresima. Ripagai le signore con un grazie e un sorriso cordiale, scesi dalla macchina e avanzai in mezzo alla ressa di mezzogiorno e per poco non persi Daniel.
All'Ottava Avenue lui svolt verso nord, e io mi tenni a una ventina di metri di distanza.
Alla Trentacinquesima Strada svolt di nuovo verso ovest.
Fu allora che mi insospettii. Naturalmente. Prosegu diritto come una fucilata. Quando si avvi a ovest della Nona Avenue, non ebbi pi dubbi. Mi avvicinai. Cominci a cercare i numeri sulle porte, raggiunse i gradini e li sal. Vi assicuro che non mi sfuggono, quando li pedino. Avevo tallonato quel tipo per tutta New York, restandogli appiccicato alle costole come un mastino, diritto fino alla porta di Nero Wolfe.


5.

Lungo gli ultimi tre isolati non avevo fatto che pensare. Avevo preso in considerazione, e respinto, tre manovre diverse per impedire a Wolfe di venirlo a sapere. Sembravano tutte e tre buone, ma sapevo maledettamene bene che non lo erano abbastanza. Wolfe l'avrebbe scoperto, qualunque cosa facessi. E cos saltai su per i gradini, superai Daniel, lo salutai, aprii la porta con il mio mazzo di chiavi e guidai l'ospite fino allo studio.
Wolfe, alla scrivania, ci guard accigliato. "Come sta, Mr Huddleston? Archie, lei dove  stato?"
"Lo so che  quasi ora di pranzo" risposi, "quindi sar breve. Prima dia un'occhiata a questi". Tirai fuori di tasca il coltello, la paletta e i sacchetti di carta, e li misi sulla scrivania.
Daniel sbarr gli occhi e borbott qualcosa.
"Che cos' questa paccottiglia?" chiese Wolfe.
"Non paccottiglia" rettificai. "Arnesi. Non ha piovuto neanche stanotte. E cos sono andato a Riverdale per prendere una zolla di terra nel punto in cui lo scimmione aveva versato lo iodio. Fratello Daniel ha avuto la stessa idea. Mi ha preceduto di pochissimo. Ha messo il terriccio in quel giornale. Ho pensato che poteva anche andare a gettarlo nel fiume, e cos l'ho pedinato, e lui mi ha condotto qui. Quindi posso apparire infantile ma non stupido. Pu anche ridere, ora".
Non rise. Guard Daniel, invece. " questo che ha in quel pacco, Mr Huddleston?"
"S" rispose Daniel. "Voglio..."
"Perch l'ha portato a me? Non sono un chimico. Lei s, invece".
"Perch voglio autenticarlo. Voglio..."
"Lo porti alla polizia".
"No". Daniel appariva e parlava molto deciso. "La polizia mi considera solo un seccatore. Forse lo sono. Ma se analizzassi io il terriccio, senza qualcuno..."
"Non lo analizzi lei. Avr pure dei colleghi, degli amici..."
"Nessuno a cui darei tranquillamente questa roba".
" sicuro di aver preso il pezzo sul quale  stato versato lo iodio?"
"Sicurissimo. Sul bordo della lastra di pietra c'erano delle gocce. Ho preso del terriccio anche sui due lati di quello che ci interessa, per poterli paragonare".
"Naturalmente. Chi le ha suggerito di farlo?"
"Nessuno. Mi  venuto in mente stamattina, e sono andato immediatamente l e..."
"Davvero. Congratulazioni. Lo porti ai Laboratori Fisher. Li conosce, vero?"
"Certo". Daniel arross. "Ma in questo momento non ho soldi con me. Le analisi sono costose".
"Le faccia fare a credito. Ha il patrimonio di sua sorella come garanzia. Non  il parente pi prossimo?"
"Non esiste patrimonio. I debiti superano di gran lunga ci che  rimasto".
Wolfe assunse un'aria seccata. " imprudente ad andare in giro senza soldi. Maledizione, dovrebbe averne con lei. Cerchi di capire, Mr Huddleston, io non c'entro niente con questa storia. Non mi interessa. Il mio pranzo  pronto. Dovrei salutarla, ma sembra capace di usare il cervello, ed  un fenomeno talmente raro che sarebbe un peccato sprecarlo. Archie, telefoni a Mr Weinbach, ai Laboratori Fisher. Gli dica che andr da lui Mr Huddleston, di effettuare in fretta le analisi che gli chieder e di addebitarle a me. Mi restituir i soldi quando potr, Mr Huddleston".
Daniel esit: "Ho l'abitudine... Sono piuttosto disordinato, quando si tratta di restituire dei soldi..."
"Questi li restituir, stia tranquillo. Ci penser io. Che cos' l'argyrol?"
"L'argyrol? Be'...  un composto di proteine e argento".
"Macchia come lo iodio. Il bacillo del tetano potrebbe vivere in questo composto?"
Daniel ci pens sopra. "Penso di s.  molto pi debole..."
Wolfe annu impaziente. "Dica a Mr Weinbach di cercarlo nel terriccio". Si alz. "Il mio pranzo aspetta".
Dopo che ebbi telefonato e accompagnato Daniel alla porta col suo pacchetto, raggiunsi Wolfe in sala da pranzo. Dato che durante i pasti  tassativamente proibito parlare di lavoro, aspettai di tornare di nuovo nello studio prima di osservare: "Devo dirle che Janet l'ha visto prendere il terriccio, e che Maryella e il nipote..."
"Non c' ragione perch me lo dica. Non mi interessa". Indic il coltello, la paletta e i sacchetti di carta, che erano ancora sulla sua scrivania. "Dove ha preso questa roba?"
"L'ho comprata".
"Per favore, la porti altrove. E ricordi che non deve apparire sulla nota spese".
"La terr nella mia stanza".
"Sar meglio. Ora, per favore, vorrei dettarle una lettera per Mr Hoehn".
Il suo tono diceva che era finita con Miss Huddleston e con i suoi affari, per quanto riguardava lui e me.
E indubbiamente cos sarebbe stato, se non ci fosse stata di mezzo la sua vanit. O forse non si tratt di vanit. Forse la ragione per cui permise a Fratello Daniel d'invadere di nuovo la sua privacy fu di insistere sul concetto che il prestito per il conto dei Laboratori Fisher andava restituito al pi presto. Comunque, quando Daniel riapparve, qualche ora pi tardi, poco prima delle sette di quella sera, Fritz ricevette l'ordine di portargli il caff nello studio. Appena vidi Daniel capii che era successo qualcosa, lo capii dall'espressione dei suoi occhi e dalla posizione del mento. Avanz a grandi passi fino alla scrivania di Wolfe e disse: "Mia sorella  stata assassinata".
Sfil una busta dalla tasca, tir fuori un foglio, lo spieg e per poco non se lo lasci cadere perch le mani gli tremavano. Barcoll un attimo, si resse al bordo della scrivania, si guard attorno alla ricerca di una sedia e finalmente si sedette.
"Temo di essere debole" disse in tono di scusa. "Ho mangiato solo una mela a colazione e da allora non ho messo altro sotto i denti".
Aveva detto l'unica cosa al mondo che poteva impedire a Wolfe di dire a lui di rivolgersi alla polizia e a me di sbatterlo fuori. Esiste un solo tipo d'uomo che non viene mai messo alla porta in casa nostra: quello con lo stomaco vuoto. Fissandolo, non con comprensione ma indignato, Wolfe premette un pulsante e, quando apparve Fritz, chiese: "A che punto  la minestra?"
" quasi pronta, signore. Mancano solo i funghi".
"Ne porti un piatto, e porti anche del formaggio, dei cracker e del t bollente".
Daniel fece per protestare, ma Wolfe non lo ascolt neppure. Emise un profondo sospiro, si adagi contro lo schienale e chiuse gli occhi. Un uomo che non ha mangiato altro che una mela nel giro di ventiquattro ore  uno spettacolo troppo penoso da guardare. Quando arriv Fritz con il vassoio, io avevo gi messo un tavolino davanti a Daniel, che ingoll un cucchiaio di minestra, poi azzann un cracker, infine butt gi un altro cucchiaio di minestra.
Io mi ero impossessato del foglio di carta che aveva tirato fuori dalla busta e lo stavo leggendo. Era il referto dei Laboratori Fisher. Dopo qualche altra cucchiaiata di minestra, Daniel disse: "Lo sapevo. Ne ero sicuro. Non poteva..."
"Mangi!" ordin Wolfe con tono severo.
"Sto mangiando. Aveva ragione riguardo all'argyrol.  stata una supposizione esatta. Argyrol e nient'altro". Una forchetta cacci un grosso pezzo di formaggio nella bocca di Daniel, bocca che nel frattempo continu a parlare: "Nessuna traccia di iodio. E milioni di bacilli di tetano, centinaia di milioni. Weinbach ha detto che non aveva mai visto una cosa del genere. Ed erano tutti concentrati in un pezzo di terriccio e sugli steli d'erba di quello stesso pezzo. Le altre due zolle non avevano traccia di tetano. Secondo Weinbach..."
Suon il campanello. Rimasi al mio posto, lasciando che andasse ad aprire Fritz, perch non avevo ragione di aspettarmi intrusi indesiderati. Risult invece che era proprio il tipo di invasione che Wolfe detesta maggiormente. Un assicuratore o una moglie che vuole far pedinare il marito sono semplici moscerini da scacciare con un movimento della mano, della "mia" mano. Ma non era cos semplice. Dall'atrio arriv il suono della voce di Fritz che protestava indignato, e poi la porta si spalanc e l'ispettore Cramer entr a passo di marcia. La sua prima occhiata fu per me, e sembrava che volesse incenerirmi. Poi mise a fuoco Daniel e, riconosciutolo, emise un grugnito di trionfo, si piazz a gambe larghe e gracchi: "Venga con me, amico!" E al sottoscritto: "Anche lei! Avanti!"
Gli sorrisi. "Se mai avesse il tempo di dare un'occhiata a un documento molto interessante chiamato Costituzione degli Stati..."
"Zitto, Archie" ordin Wolfe. "Mr Cramer, che diavolo le salta in mente?"
"Niente" rispose Cramer sarcastico. "Che cosa mi salta in mente? Un accidenti di niente". Vidi che si incattiviva sempre di pi. "Stia a sentire!" esclam, avvicinandosi alla scrivania e picchiandoci sopra l'indice. Il rumore che ne trasse fu come una martellata. "Ieri sera, seduto proprio a questa scrivania, che cos'ha detto? Che cosa mi ha detto?"
Wolfe fece una smorfia di disgusto. "Il suo tono e i suoi modi, Mr Cramer..."
"In caso l'abbia dimenticato, ha detto che la morte di Bess Huddleston non le interessava! Che non ne sapeva niente!" Cramer continu a martellare la scrivania. "Be', questo pomeriggio qualcuno del mio ufficio ha avuto un'idea... Sa, ci capita, di tanto in tanto. Be', ho mandato un uomo lass, e il giovane Huddleston gli ha fatto vedere dove la scimmia aveva versato quello iodio e, quando il mio uomo ha fatto per prendere un po' di terriccio da fare analizzare, ha scoperto che era gi stato tolto! Era stato accuratamente sostituito con dell'altra terra, ma l'erba non era la stessa. Il mio uomo ha cominciato a fare domande e ha scoperto che era stato Daniel Huddleston a prendere il terriccio e che Goodwin era presente e se n'era andato con lui!"
"Non con lui" lo corressi, sottolineando il "con". "Dietro di lui".
Cramer mi ignor. "Siamo andati a cercare Huddleston e non l'abbiamo trovato. E cos sono venuto da lei. Da lei e da Goodwin. E che cosa trovo? Perdio! Trovo Huddleston! Seduto qui che mangia! Questa  la cosa pi grave che mai abbia fatto. Impossessarsi di una prova, distruggere una prova!"
"Sciocchezze" lo interruppe Wolfe freddamente. "La smetta di gridare. Se vuole sapere lo scopo della visita di Mr Huddleston..."
"Non da lei! Me lo far dire da lui! E da Goodwin. Separatamente. Li porto alla Centrale".
"No" dichiar Wolfe. "Non dal mio studio".
Quello era il punto centrale della situazione. Venti minuti prima lo stomaco vuoto di Huddleston era stata l'unica ragione per cui Wolfe non l'aveva spedito alla polizia, e se io fossi andato con lui Wolfe non si sarebbe certo messo a piangere. Ma adesso era diverso. Se un poliziotto avesse portato via una persona - qualunque persona - senza la sollecitazione di Wolfe, sarebbe stato un insulto intollerabile per il mio principale. Un insulto al suo orgoglio e al suo senso di eleganza. Di conseguenza, come mi aspettavo, reag con un'esplosione di energia che rasent la violenza. Si drizz sulla poltrona.
"Mr Cramer" disse, "si metta a sedere".
"Neanche per sogno". Cramer parlava sul serio. "Non speri di darmela a bere propinandomi uno dei suoi maledetti..."
"Archie, mostri a Mr Cramer il rapporto dei Laboratori Fisher".
Cacciai il foglio sotto il naso dell'ispettore.
Cramer ebbe l'impulso di spingere via la mia mano, ma nessun poliziotto, nemmeno un ispettore, osa rifiutarsi di guardare un foglio di carta. E cos me lo strapp dalle mani e lo studi. Daniel fece per dire qualcosa, , ma Wolfe lo zitt, e cos Daniel fin il formaggio e l'ultimo cracker, poi mise lo zucchero nel t e cominci a girare il cucchiaino.
"E con questo?" grugn Cramer. "Come faccio a sapere..."
"A volte dubito che sappia qualcosa" disse Wolfe burbero. "Non ero e non sono interessato alla morte di Miss Huddleston, nonostante Archie abbia continuato a stuzzicarmi in proposito. Non ho clienti. La mia cliente  morta. Si  indignato perch ha trovato Mr Huddleston qui che mangiava. Perch non avrebbe dovuto? Aveva fame. Quando  comparso, all'una, con quel terriccio, gli ho detto di portarlo alla polizia. Mi ha risposto che la polizia lo considera un rompiscatole. Perch sia tornato qui con il referto del laboratorio, non lo so. So solo che era affamato. Se lei  irritato perch non ha modo di sapere se il terriccio esaminato dal laboratorio  lo stesso sul quale lo scimpanz ha versato lo iodio, non so che farci. Perch non l'ha fatto esaminare lei, il terriccio, quando Mr Huddleston si  rivolto a voi cinque giorni fa? Era la cosa pi elementare da fare".
"Allora non sapevo che lo scimpanz aveva versato..."
"Avrebbe dovuto saperlo, per. Sarebbe bastata qualche domanda ben fatta, per scoprirlo. O il caso valeva la pena di essere studiato nel modo giusto, o per niente. Bene, ispettore, tenga pure quel referto,  suo. Ricever il conto dai Laboratori Fisher. Archie, prenda nota. Non era iodio, quello della bottiglia. Era argyrol, ed era zeppo di bacilli di tetano. Una cosa molto, molto brutta da fare. Non ho mai sentito di un modo altrettanto criticabile di commettere un omicidio, n altrettanto facile e semplice. Spero, ispettore, che operi un arresto. Lo dovrebbe, dato che ha solo cinque persone tra le quali cercare... le cinque che erano l, senza contare Archie..."
"Un momento" protest Daniel. "Si sbaglia. La bottiglietta poteva essere stata messa l in qualunque momento, prima di quel giorno".
Wolfe scosse la testa. "No. Solo quel pomeriggio. Se fossimo costretti a discutere, le direi che non  credibile che la bottiglietta fosse stata lasciata nell'armadio prima di allora, con il rischio che potesse essere usata da chiunque, ma per fortuna non dobbiamo discutere. Alle quattro del pomeriggio, la bottiglietta in quell'armadio conteneva dello iodio".
Cramer sospir, mentre Daniel chiedeva: "Lei come fa a saperlo?"
"Perch  stata usata a quell'ora. Da Archie. Era inciampato su un coccodrillo e si era graffiato la mano".
"Santo cielo". Cramer si mise a sedere. Daniel mi guard, e io annuii.
Poi Daniel guard Wolfe. Aveva la faccia grigia e la bocca aperta. "Allora..." balbett "non pu essere stato..."
"Che cosa?" tuon Cramer.
"Non pu essere stato qualcuno..." Daniel scosse debolmente la testa, come nel tentativo di liberarsi di qualche pensiero. Poi, all'improvviso, esclam con forza: "Non posso crederci! Uno di loro? Quelle due ragazze, o Larry, o Brady?"
"O lei, signore" disse Wolfe asciutto. "Era l. In quanto al fatto che ha tentato di attirare l'attenzione della polizia sull'omicidio, potrebbe essere pi scaltro di quanto non sembra. Risparmi l'indignazione. Si calmi. Altrimenti il suo processo digestivo far un macello di quella minestra e del formaggio. Allora, Mr Cramer, secondo me  stato un lavoro improvvisato. Non dico, con questo, che non fosse premeditato. Anzi. Era stato preparato accuratamente. Una bottiglia di iodio era stata svuotata, lavata e riempita di argyrol e di un esercito di germi di tetano".
Wolfe strinse le labbra. "Molto brutto. Ci vuole una persona particolarmente poco attraente per pensare una cosa del genere, figuriamoci poi per farla. Comunque,  stata fatta. Presumo che si imponesse una situazione in cui fosse necessario l'uso dello iodio. C' ragione di credere, dunque, che la situazione fosse stata creata, o fosse sul punto di essere creata. Ma l'incidente sulla terrazza ha fornito un'occasione troppo bella per non essere sfruttata. Dal punto di vista tecnico, la cosa  stata concepita e realizzata genialmente. Bisognava fare solo due cose. Lasciar cadere una scheggia di vetro nella pantofola di Miss Huddleston, ed era piuttosto semplice, con tutti che si agitavano per raccogliere i vetri, e sostituire la bottiglia finta di iodio con quella che c'era nell'armadio. Se Miss Huddleston avesse scosso la pantofola, facendo cadere la scheggia prima di infilarsela nuovamente, o se per qualunque altra ragione non si fosse tagliata, non c'era niente di irreparabile. Le due bottiglie potevano semplicemente essere scambiate di nuovo, e niente era perduto. C' un punto, per. Se la bottiglia che si trovava nell'armadio aveva un'etichetta diversa..."
"Hanno tutte la stessa etichetta" borbott Cramer.
"Tutte?"
"S. In quella casa c'erano sette bottiglie di iodio, compresa la cucina, ed erano tutte identiche come forma, grandezza ed etichetta".
"Le compravano all'ingrosso" spiegai "a causa di Mister e degli orsi".
"Questa, Mr Cramer" disse Wolfe, " esattamente una delle cose che dovrebbe sapere. Sette. Non otto. E naturalmente le ha fatte esaminare tutte, ed erano piene di iodio puro".
"S. E che cosa c' da essere tanto sarcastico? La aiuta a dimostrare la credibilit della sua ipotesi, no? Un altro punto potrei nominarlo io. L'assassino ha dovuto lasciare la terrazza ed entrare in casa dal momento in cui si sono rotti i bicchieri a quello in cui si  tagliata Miss Huddleston... ha dovuto farlo per scambiare le bottiglie".
Wolfe scosse la testa. "Non  per niente utile. Durante quel periodo sono entrati tutti in casa. Miss Nichols  andata a prendere le scope e le palette. Il nipote a preparare un altro vassoio di roba da bere. Miss Timms a procurarsi un aspirapolvere. Il dottor Brady ha portato via le schegge".
Cramer lo fiss esasperato. "E non ne sapeva niente, eh? Santo cielo! E la cosa non le interessa, vero?"
"Io no" intervenne Daniel. "Io non ho lasciato la terrazza durante quel periodo".
"A quanto mi risulta" annu Wolfe " vero. Ma se fossi in lei, non me ne vanterei.  andato a prendere lo iodio. Il dottor Brady ha usato la bottiglia che gli aveva portato lei", Daniel aveva di nuovo la bocca spalancata. "Mr Huddleston, lei passa con sorprendente velocit dalla rabbia all'indignazione alla sorpresa. Sinceramente, dubito che la si possa sospettare di aver ucciso sua sorella. Se  stato lei, tuttavia, la sua abilit nei movimenti facciali supera qualunque altra cosa io abbia mai conosciuto. Se resta a cena con me, raggiunger una decisione sull'argomento prima che la cena sia finita. Pernici en escabche". Gli scintillarono gli occhi. "Devono essere pronte". Spinse indietro la poltrona e si alz. "Quindi, Mr Cramer, a quanto pare deve cercare solo fra quattro persone, e questo semplifica il suo compito. Ci scusi, adesso".
"S, certo" disse Cramer, alzandosi a sua volta. "Ma si godr le pernici da solo. Mr Huddleston e Goodwin verranno con me". Il suo sguardo incluse me e Huddleston. "Venite".
Wolfe assunse un'aria contrita. "Le ho gi spiegato che non  possibile. Se proprio insiste per vederli nel suo ufficio, potranno venire verso... le dieci. Va bene?"
"No. Vengono subito".
Wolfe sporse in fuori il mento. Apr la bocca e la richiuse. Spettacolo interessante, soprattutto per me, dato che sapevo quanto sia difficile, anzi impossibile, lasciarlo senza parole. Ma non posso dire che la cosa mi piacque, dato chi l'aveva provocata. Perci parlai io.
"Resto a mangiare le pernici. E posso o non posso venire da lei alle dieci. Dipende..."
"Vada al diavolo" sbott Cramer. "Faremo i conti pi tardi, noi due. Andiamo, Mr Huddleston".
Wolfe fece un passo, e la sua voce tremava - altra novit assoluta. "Mr Huddleston  mio ospite!"
"Gli ho tolto questo piacere. Venga, Huddleston".
Wolfe si rivolse a Daniel facendo uno sforzo per controllarsi di fronte a quell'intollerabile provocazione. "Mr Huddleston, l'ho invitata alla mia tavola. Non ha nessun obbligo, n legale n morale, di ubbidire agli ordini di quest'uomo. Pi tardi, Mr Goodwin l'accompagner..."
Ma Daniel disse con voce ferma: "Vado con lui, Mr Wolfe. Dopo tutti gli sforzi che ho fatto per convincerli a muoversi..."
Le pernici erano ottime, e ne mangiai quasi quanto Wolfe. Se non fosse stato per questo, fu una delle cene pi cupe che avessi mai consumato sotto il tetto di Wolfe. Lui non pronunci una sola parola fino al caff.


6.

Ho descritto questa scena fin nei minimi particolari perch, se non fosse stato per essa, l'assassino di Bess Huddleston non sarebbe mai stato acciuffato. Cramer avrebbe anche potuto capire com'erano andate le cose, ma non sarebbe mai riuscito a trovare le prove sufficienti per un arresto. E Wolfe, senza cliente e senza impegno, avrebbe trascurato l'intera vicenda. Se non fosse stato per un fatto: Cramer gli aveva portato via da sotto il naso un ospite, rendendolo tanto furibondo da costringerlo a prendere l'Amphojel per ben due volte, quella sera.
Due volte. La prima dose la prese dopo cena, quando mi mand in camera sua a prendere il flacone. La seconda, verso mezzanotte, quando rientrai dopo essere andato a far visita all'ispettore Cramer alla Centrale. Salii in silenzio le due rampe di scale fino alla mia stanza, e stavo per spogliarmi quando l'interfono sul mio comodino ronz. Risposi, venni convocato e ridiscesi una rampa di scale per raggiungere la stanza di Wolfe. Quando entrai la luce era accesa, ma Wolfe non era nel suo letto. Procedetti fino al bagno e lo trovai che ingollava un'altra dose di Amphojel, con una faccia tanto arrabbiata da spaventare Joe Louis e farlo scappare dal ring. Sarebbe stato comunque uno spettacolo, con i chilometri di seta gialla che ci erano voluti per confezionargli un pigiama.
"Be'?" chiese.
"Niente. Routine. Molte domande e una sola deposizione".
"Me la pagher". Wolfe torse la bocca infuriato mentre rimetteva a posto il flacone di Amphojel. "Non ho pi dovuto prendere questa roba da quell'orribile esperimento con le anguille la scorsa primavera. Cramer me la pagher. Domani mattina vada a Riverdale. Parli con lo stalliere e cerchi di scoprire..."
"Dubito che ce ne sia uno. I cavalli se ne sono andati. I creditori si sono presi il tre per cento".
"Lo trovi. Dovunque sia. Voglio sapere se di recente qualcuno ha rimosso qualcosa, qualunque cosa, dalle vicinanze delle stalle. Un sacchetto di carta pieno di concime, ad esempio. Interroghi quell'uomo. Se fa resistenza, lo porti qui. Inoltre... c' un domestico, in quella casa?"
Annuii. "Il maggiordomo. Credo che si attardi l nella speranza di essere pagato"!
"Gli chieda della bottiglia che Miss Huddleston aveva trovato rotta nel suo bagno. Si faccia dire tutto quello che sa in proposito. Chieda anche agli altri domestici che potevano essere presenti all'epoca. Tutti i particolari possibili..."
"Anche agli altri? A Maryella, Janet, Larry..."
"No. Ne parli solo con i domestici. Telefoni, prima di rientrare. Prima di uscire, lasci questi numeri di telefono sulla scrivania - del dottor Brady, di Mr Huddleston, della casa di Riverdale -  tutto. Cramer me la pagher. Buonanotte".
E cos avevamo un caso. Non avevamo un cliente, n un onorario, ma se non altro avevamo un caso, il che era meglio che starmene seduto sulla coda ad ascoltare la radio.
Mi accontentai di sei ore di sonno, e l'indomani mattina prima delle otto ero a Riverdale. Non telefonai in anticipo, perch tanto sarei dovuto andare comunque a riprendere la macchina che avevo lasciato nel vialetto il giorno prima. Salutato alla porta da Hoskins, seppi che lo stalliere se n'era andato e che forse Maryella aveva il suo indirizzo. Avrei preferito chiederlo a Janet o perfino a Larry, ma Hoskins mi disse che erano tutti e due abituati a dormire fino a tardi, mentre Maryella stava gi facendo colazione. E cos mi feci dare l'indirizzo da lei, e per fortuna lo stalliere non abitava a Bucyrus, in Ohio, ma semplicemente a Brooklyn. Qualunque cosa possiate avere contro Brooklyn - e qualcosa ce l'ho anch'io - dovete ammettere che ha un grande vantaggio:  vicino.
Quell'incarico fu uno dei pi semplici che avessi mai assolto, una volta trovato l'indirizzo e lo stalliere. Si chiamava Tim Lavery, e aveva una cicatrice sulla guancia che lo faceva apparire crudele finch non rideva. Cominciai guardingo, fingendo di avere la mente occupata in altre faccende, ma presto mi accorsi che non era necessario prenderla alla larga con lui, e cos andai al sodo.
"Certo" mi disse, "un giorno di un mese fa, forse un po' di pi, il dottor Brady ha riempito una scatola che aveva con s, una scatola di caramelle, se non mi sbaglio, l'ho aiutato io. Ha detto che ne aveva bisogno per un'analisi. Un suo paziente era morto di tetano... una paziente, anzi. Non ricordo pi il nome..."
Finsi che non mi avesse detto niente di interessante. "E dove ha preso la terra? Nel giardino?"
"No, nel concime. Mi ha fatto prendere una palata proprio in mezzo a un mucchio di concime".
"Chi c'era con lui quel giorno? Una delle ragazze?"
Tim scosse la testa. "No, era solo. Aveva cavalcato con una delle ragazze - non ricordo pi con quale - ed erano entrati insieme in casa. Poi lui  uscito solo, con quella scatola, e mi ha spiegato che cosa voleva".
"Rammenta il giorno? La data?"
Non riusc a fare niente di meglio che ricordare che doveva essere l'ultima settimana di luglio. Mi impressi nella memoria tutti i particolari, mi assicurai che Tim fosse reperibile se e quando ci fosse stato bisogno di lui e, andandomene, mi fermai alla prima cabina telefonica e chiamai Wolfe.
Rispondendo dalla serra, e quindi con la mente occupata, non dimostr nessun entusiasmo, che tanto non avrebbe espresso comunque, e m'inform che la mia scoperta non giustificava mutamenti nel resto del mio incarico.
Poco dopo le dieci, quando arrivai a casa Huddleston, vidi che la buona stella continuava ad assistermi. Invece di fermarmi al cancello laterale, continuai lungo il viale, dove un altro cancello si apriva su un sentiero che conduceva alla porta posteriore, e Hoskins era in cucina a conversare con una donna dall'aria depressa in livrea da cameriera. Reagirono con fare riservato ma non ostile. Anzi, Hoskins mi offr una tazza di caff, che accettai. Per premunirmi contro eventuali interruzioni, chiesi chi c'era in casa, e seppi che Larry e Maryella erano usciti. Quella mattina Daniel non si era visto, in casa non circolava nessun rappresentante della legge, e Janet aveva appena fatto colazione a letto. Il campo era sgombro, ma avevo il sospetto che da un momento all'altro potesse arrivare una delegazione dell'ufficio di Cramer, e cos andai al sodo senza perdere tempo.
Tutti e due ricordavano tutto. Quel marted pomeriggio, subito dopo colazione, Hoskins era stato chiamato di sopra, nella stanza di Miss Huddleston, con la preghiera di dare un'occhiata nel bagno. Schegge di vetro erano sparse dappertutto: nella vasca, sul pavimento, ovunque. Erano i resti di una grossa bottiglia di sali da bagno che in genere veniva tenuta su una mensola sopra la vasca. Non l'aveva rotta Miss Huddleston. Non l'aveva rotta neanche Hoskins. La domestica, chiamata di sopra, aveva dichiarato di non essere stata neanche lei. Dopo di che, lei e Hoskins avevano pulito il bagno. Chiesi se pensavano che potesse essere stato lo scimmione. Con quella bestia, risposero, tutto era possibile, ma aveva la proibizione di salire di sopra, e quel giorno, per giunta, non era stata vista in casa.
Mi informai su tutti i particolari che potevo, arrivando a chiedere perfino di vedere le schegge della bottiglia rotta, che a sentir loro era spessa, pesante e di un colore giallo-dorato, ma mi risposero che i frammenti erano stati buttati via. Poi chiesi a Hoskins di farmi dare un'occhiata al bagno, e quando lui si avvi verso le scale, la cameriera ci venne dietro, borbottando qualcosa a proposito del vassoio della colazione di Miss Nichols.
La camera di Miss Huddleston era pi simile a un museo che a una stanza da letto. Le pareti erano tappezzate di fotografie con autografo e di lettere, e ogni spazio disponibile era riempito dagli oggetti pi disparati: da un manichino femminile vestito di un Eskimo a una fila di lanterne cinesi. Ma a me interessava il bagno.
Il bagno era di tutti i colori, tipo tela mimetica di guerra, e confondeva la vista. Ma riuscii ugualmente a notare particolari come la posizione della mensola sulla quale era stata appoggiata la bottiglia di sali. C'era un'altra bottiglia, ora appena iniziata, e avevo appunto teso la mano per prenderla, quando all'improvviso mi girai di scatto tendendo le orecchie e andai alla porta. Hoskins era in mezzo alla stanza, in uno stato di animazione pietrificata, e mi voltava le spalle.
"Chi ha gridato?" chiesi.
"Ma..." rispose senza voltarsi. "In casa c' solo Miss Nichols..."
Non c'era stato niente di lacerante nel grido. Anzi, l'avevo sentito a malapena, e non si ripet. Ma un grido  sempre un grido. Superai Hoskins e infilai la porta, che era spalancata, per uscire nel corridoio. Continuai ad andare.
"Ultima porta a destra" disse Hoskins dietro di me. Lo sapevo, dato che ero gi stato nella camera di Janet. La porta era chiusa. Girai la maniglia ed entrai, ma non vidi nessuno. Un'altra porta, semiaperta, rivelava un angolo di bagno. Mi avviai da quella parte, ma ne usc la voce della domestica.
"Chi ?"
"Archie Goodwin. Che cosa..."
La domestica apparve sulla soglia. Aveva l'aria scandalizzata. "Non pu entrare! Miss Nichols non  vestita!"
"Che cos' successo?" chiesi.
"Niente di grave. Si  fatta un taglio al braccio. Con un pezzo di vetro".
"Coosa?" Spalancai la bocca. Non aspettai la risposta: scavalcai la donna ed entrai nel bagno. Janet, spogliata nel senso pi letterale del termine e tutta gocciolante, era seduta su uno sgabello. Ignorando le proteste e spingendo via la domestica, che era rossa come un pomodoro per come violavo qualunque pudore, presi un asciugamano da un gancio e lo porsi a Janet.
"Ecco" dissi, "questo la protegger da occhi indiscreti. Come diavolo ha fatto a tagliarsi cos?"
Le presi il braccio per osservarlo meglio. Il taglio, lungo un paio di centimetri, a met fra il polso e il gomito, appariva peggio di quello che probabilmente era a causa del miscuglio di sangue e iodio. Non sembrava certo roba da provocare uno svenimento, ma Janet aveva una faccia che indicava proprio una probabile perdita di sensi da un momento all'altro. Le tolsi dalle mani la bottiglietta dello iodio e la tappai.
"Non grido mai" disse Janet, tirandosi l'asciugamano fino al mento. "Davvero, non grido mai. Ma... tagliarmi a questo modo, con del vetro... subito dopo la morte di Miss Huddleston..." inghiott. "Non ho gridato quando mi solo tagliata. Non sono tanto sciocca. Ho gridato quando ho visto il frammento di vetro nella spazzola da bagno. Mi  sembrato cos..."
"Eccolo" disse la cameriera.
Lo presi. Era un pezzo di vetro frastagliato, color giallo dorato, non pi grande di un'unghia.
"Sembra un pezzo della bottiglia di sali di Miss Huddleston" disse la cameriera. "Quella che si  rotta e della quale ci chiedeva..."
"Lo terr per ricordo" annunciai, e me lo lasciai cadere in tasca, dove avevo messo anche la bottiglietta dello iodio. Poi raccolsi la spazzola da bagno dal pavimento. Era inzuppata. "Vuol dire che  entrata nel bagno, si  insaponata, ha cominciato a usare la spazzola, si  tagliata, ha esaminato la spazzola e ha visto la scheggia infilata fra le setole, e poi ha urlato?"
Janet annu. "So che  stato sciocco gridare, ma..."
"Io ero nella camera da letto" disse la cameriera. "Ho sentito un grido, sono corsa e..."
"Okay" la interruppi. "Vada a prendere dei tamponi di garza e una benda".
"Sono nell'armadietto" disse Janet.
Feci un bel lavoretto preciso, usando molta garza perch la ferita continuava a sanguinare. Invece Janet avrebbe avuto bisogno di un po' di sangue alla faccia, che era ancora pallidissima e spaurita, malgrado si sforzasse di sorridermi e di ringraziarmi.
Le battei la mano sulla bella spalla rotonda. "Non c' di che, bimba. Aspetto da basso mentre si veste. Mi piace, con quell'asciugamano, ma penso che sia pi saggio andare da un medico a farsi fare un'iniezione di antitossina. L'accompagno io. Quando..."
"Antitossina?" ansim lei.
"Certo". Le battei di nuovo la mano sulla spalla. "Semplice precauzione. Niente di cui preoccuparsi. Aspetto gi".
Hoskins, che vagava nel corridoio, parve sollevato quando gli dissi che non doveva far niente, tranne procurarmi un pezzo di carta, per avvolgere la spazzola. Aspettai di essere solo, gi nel soggiorno, prima di tirare fuori di tasca la bottiglietta dello iodio, togliere il tappo e annusarla. Qualunque cosa fosse, non era iodio. Rimisi il tappo chiudendolo bene, andai a cercare un gabinetto, mi lavai le mani, poi trovai un telefono e feci il numero di Wolfe.
Rispose personalmente, dalla serra, dato che non erano ancora le undici. Gli raccontai la storia, con tutti i particolari. Quando ebbi finito, disse immediatamente, con tono pressante: "La porti via di l!"
"S, signore,  questa la mia intenzione..."
"Maledizione, subito! Perch telefonarmi? Mr Cramer deve..."
"La prego" dissi con voce ferma. "Era nuda. Io non ho un cavallo bianco, e lei non ha i capelli molto lunghi. O almeno, non abbastanza lunghi. Appena si sar vestita, partiremo. Ho telefonato anche per suggerirle di chiamare il dottor Vollmer e dirgli di tenere pronta una dose di antitossina. Arriveremo entro mezz'ora. Ma se vuole, posso chiamarlo io da qui..."
"No. Lo far io. Se ne vada da l il pi presto possibile".
"D'accordo".
Salii al piano di sopra, bussai alla porta di Janet, dissi che l'avrei aspettata al cancello laterale, poi scesi, uscii, girai la macchina e la portai in cima al vialetto. Stavo chiedendomi che politica adottare se fosse comparsa all'improvviso una macchina della polizia, quando Janet apparve sul viottolo, un po' barcollante sui tacchi a spillo e certo non proprio inappuntabile. Ma, se non altro, la giacca era tutta abbottonata. L'aiutai a salire e feci schizzar via la macchina, spruzzando ghiaia da tutte le parti.
Janet non sembrava aver voglia di parlare. Le spiegai che il dottor Vollmer era un nostro vecchio amico che aveva la casa e lo studio nello stesso isolato in cui abitava Wolfe e che quindi la portavo da lui. Tentai anche qualche domanda: aveva idea di come fosse finito, il pezzo di vetro, nella sua spazzola da bagno? Ma lei non sembrava avere idee in assoluto. Aveva bisogno di un uomo forte che le stringesse la mano, ma stavo guidando. Era semplicemente terrorizzata.
Non ebbi bisogno di spiegazioni con il dottor Vollmer, dato che gli aveva telefonato Wolfe, e ci fermammo nel suo studio non pi di venti minuti. Lui pul accuratamente la ferita, applic un po' del suo iodio, iniett l'antitossina nel braccio ferito, e poi mi port nella stanza accanto e mi chiese la bottiglia che avevo portato con me. Dopo averla aperta, l'annus, si accigli, vers un po' del contenuto in un'ampolla di vetro, rimise il tappo, chiudendolo ancora pi strettamente di quanto avessi fatto io, e mi restitu la bottiglietta.
"La ragazza non corre pericoli ora" disse alla fine. "Che razza di faccenda! Dica a Mr Wolfe che gli telefoner il pi presto possibile".
Scortai Janet fino alla macchina. C'erano solo un centinaio di metri, da l alla casa di Wolfe, e mi accorsi che non potevo fermarmi davanti alla porta perch c'erano gi due macchine posteggiate. Janet non mi aveva neanche chiesto perch la portavo a casa di Wolfe. A quanto pareva, preferiva lasciar fare a me. Sfoderai un sorriso rassicurante mentre aprivo la porta e la facevo entrare.
Non sapendo chi potessero essere i visitatori scesi dalle macchine posteggiate davanti all'ingresso, non portai Janet direttamente nello studio, ma la feci accomodare nella stanza sul davanti. Peccato che uno degli ospiti fosse proprio in quella stanza, abbandonato su una poltrona. Quando lo vide, Janet cacci un'esclamazione. Era Larry Huddleston. Lo salutai, invitai Janet a mettersi a sedere e, non volendo usare la porta di comunicazione con lo studio, passai dall'atrio. Wolfe non era nello studio, ma c'erano altri due visitatori: il dottor Brady e Daniel Huddleston. A quanto pareva, visto il loro atteggiamento, non erano esattamente in rapporti amichevoli.
"Ooooh" pensai, "stiamo dando una festa". Andai in cucina: Wolfe era l.
Stava in piedi davanti al lungo tavolo, a guardare Fritz che sfregava un misto di spezie su fette di fegato di vitello, e accanto a lui, pi vicina di quanto nessuna donna al mondo, di qualunque et o grado di avvenenza, avesse avuto il permesso di stare, con la mano infilata fra il suo braccio e il suo corpaccione, c'era Maryella.
Wolfe mi lanci un'occhiata veloce. " tornato, Archie? Stiamo tentando una nuova ricetta. Miss Timms ha alcuni consigli da darci". Si chin per studiare il fegato, si drizz di nuovo e sospir profondamente, tirando su l'aria dal fondo dei polmoni. Mi guard. "E Miss Nichols?"
"Di l. Il dottor Vollmer ha preso un campione e le telefoner al pi presto".
"Bene. Lo metta sulla mensola pi fresca, Fritz. Ancora non sappiamo con esattezza per quanto tempo deve restare a riposo. Se suonano, lasci che vada ad aprire Archie. Archie, siamo occupati e non possiamo essere disturbati. Tutti noi. Venga, Miss Timms".
Maryella non pot stringersi a lui, mentre superavano la soglia, perch non c'era spazio.


7.

Il dottor Brady disse con voce dura: " pi di mezz'ora che aspetto. Quanto ci vorr? Devo essere in studio per l'una".
Io ero alla mia scrivania, e lui su una delle sedie gialle, poco distante. L vicino c'era Maryella, nella poltrona in cui mi piace leggere, e accanto a lei era seduto Larry. Poi Daniel Huddleston. A chiudere l'arco c'era Janet, seduta sulla poltroncina di pelle rossa con le spalle curve e l'espressione assente. In quanto a questo, nessuno sembrava a proprio agio, nemmeno Maryella, che guardava i presenti, poi Wolfe, poi ancora gli altri, mordendosi le labbra e schiarendosi la gola.
Gli occhi semichiusi di Wolfe erano fissi su Brady. "Temo che arriver tardi in studio, dottore. Penso proprio..."
"Ma che razza di spettacolo  questo? Al telefono aveva detto..."
"La prego" lo interruppe bruscamente Wolfe. "L'ho detto per farla venire qui". Fece girare lo sguardo sugli altri. "La situazione non  pi come l'ho descritta al telefono a ognuno di voi. Vi avevo detto che ormai ero certo che Miss Huddleston era stata assassinata. Ora siamo andati oltre. So chi l'ha uccisa".
Lo fissarono tutti. Maryella affond ancor pi i denti nel labbro. Janet strinse i braccioli della poltrona e parve smettere di respirare. Daniel si sporse in avanti, con il mento proteso, come un pugile in attesa del gong.
Brady emise un gorgoglio di gola. L'unico a dire qualcosa di intelligibile fu Larry.
"Non ci credo!" esclam duramente.
Wolfe annu. "Eppure  cos. Questo  uno dei mutamenti della situazione. L'altro  un tentativo d'omicidio ai danni di Miss Nichols... Vi prego! Non c' ragione di allarmarvi. Il tentativo  andato a vuoto".
"Quando?" chiese Brady. "Che tipo di tentativo?"
"Assassinare Janet!" esclam Maryella incredula.
Wolfe si rabbui. "Faremo pi in fretta, se non ci saranno interruzioni. Sar breve. Vi assicuro che non ho nessun desiderio di prolungare questa sgradevolezza. Anche perch trovo insopportabile la presenza in questa stanza di una persona particolarmente rivoltante. Chiamer questa persona X. Come tutti sapete, X ha tentato, all'inizio, di far del male a Miss Huddleston mandando delle lettere anonime..."
"Neanche per sogno!" esclam Larry indignato. "Non  detto che quelle lettere siano state mandate da uno di noi. Non ne  sicuro neanche lei!"
"Mettiamola in questo modo, Mr Huddleston". Wolfe agit il dito contro di lui. "Io faccio delle dichiarazioni. Voi tutti potete mettere in dubbio quello che dico. Alla fine ci sar un verdetto, che vi piaccia o no. Star a voi accettarlo. Dunque, X ha mandato quelle lettere. Poi lui - sono costretto, cos, a escludere le donne, almeno momentaneamente, a causa dell'inadeguatezza della nostra lingua - poi lui  rimasto insoddisfatto dei risultati, oppure  successo qualcosa, non importa cosa. Sta di fatto che X ha deciso di ricorrere a un atto pi concreto e conclusivo. L'omicidio. Indubbiamente, la tecnica gli  stata suggerita dalla morte di Miss Horrocks - morte per tetano. Un piccolo quantitativo di materia procurata nelle stalle, e immersa nell'acqua, ha fornito l'emulsione necessaria, che poi  stata mischiata ad argyrol e versata in una bottiglia con un'etichetta dello iodio. Infine, la bottiglia  andata a sostituire quella piena di iodio che Miss Huddleston teneva nell'armadietto del bagno. Ma..."
"Nel bagno di Miss Huddleston?" Maryella sembrava di nuovo incredula.
"S, Miss Timms. Ma X non era tipo da aspettare che Miss Huddleston si ferisse accidentalmente. Ha portato oltre i suoi preparativi, fracassando la bottiglia di sali da bagno e infilando una scheggia di vetro fra le setole della spazzola. Semplicissimo. Si sarebbe pensato che la scheggia fosse finita l quando si  rotta la bottiglia. Se Miss Huddleston l'avesse vista e l'avesse tolta, poco male. X avrebbe provato di nuovo. Se invece la signorina non l'avesse vista, si sarebbe tagliata, e c'era la bottiglia di iodio..."
"Sciocchezze!" esplose Larry. "Lei non pu..."
"No?" scatt Wolfe. "Archie, per piacere..."
La tirai fuori di tasca e gliela consegnai; lui la tenne fra pollice e indice, mostrandola. " la scheggia di vetro di cui parlavo".
Sporsero tutti la testa. Brady arriv ad alzarsi, chiedendo: "In nome del cielo, come..."
"Si sieda, dottor Brady. Come ho fatto a procurarmela? Ci arriveremo. Questi sono stati i preparativi. Ma poi  intervenuto il caso, offrendone di migliori. Quello stesso pomeriggio, sulla terrazza,  caduto un vassoio carico di bottiglie e bicchieri, e le schegge sono volate dappertutto. X ha ideato una brillante improvvisazione, su due piedi. Aiutando a tirar su i pezzi di vetro, ne ha infilato uno nella pantofola di Miss Huddleston ed entrando in casa per una ragione poco importante, come avete fatto tutti dopo quella piccola catastrofe,  corso di sopra, ha tolto la scheggia dalla spazzola da bagno, ha preso la bottiglietta di iodio finto, l'ha portata da basso e l'ha messa nell'armadio a muro del soggiorno, togliendo quella vera. Per una persona veloce,  bastato mezzo minuto, al massimo uno".
Wolfe sospir. "Come sapete, ha funzionato. Miss Huddleston ha infilato il piede nella pantofola e si  tagliata l'alluce, suo fratello le ha portato lo iodio, il dottor Brady l'ha applicato, la signorina ha preso il tetano ed  morta". Gli occhi di Wolfe saettarono su Brady. "A proposito, dottore, questo suggerisce una domanda. Vale la pena chiedersi come mai lei si sia lasciato sfuggire che il liquido non odorava di iodio.  una semplice domanda".
Brady aveva l'aria cupa. "Per quanto mi riguarda" ribatt acido, " ancora da provare che la bottiglia non contenesse iodio, e quindi..."
"Sciocchezze. Gliel'ho detto al telefono. Il pezzo di terriccio su cui lo scimpanz ha versato il liquido  stato analizzato. Argyrol, non iodio, e una grande quantit di germi di tetano. Il terriccio  nelle mani della polizia. E le assicuro, come l'assicuro a tutti voi, che per quanto sgradevole possa essere questo mio modo di portare avanti l'indagine, se fosse la polizia a farlo lo sarebbe molto di pi. L'alternativa che avete..."
Il campanello mi port via, dato che Fritz aveva avuto l'ordine di lasciar fare a me. Sfrecciai fuori, non volendo perdere niente di importante, e naturalmente, date le circostanze, ebbi la precauzione di dare una sbirciatina fuori prima di aprire. E meno male che lo feci. Non avevo mai visto i nostri gradini esterni con tanta popolazione ufficiale. L'ispettore Cramer, il tenente Rowcliff e il sergente Stebbins!
Misi la catena di sicurezza, che mi avrebbe permesso di aprire la porta solo di un paio di centimetri, feci scattare il chiavistello, tirai e parlai attraverso la fessura.
"Non abitano pi qui".
"Stia a sentire, maledetto rompiscatole!" disse Cramer, alquanto maleducatamente. "Apra la porta!"
"Non posso. Si sono rotti i cardini".
"Le ho detto di aprire! Sappiamo che sono qui".
"C' una cosa, per, che a quanto pare non sapete. Per entrare avete bisogno di un mandato. Ce l'avete? Se s, tiratelo fuori. Niente mandato? E con tutti i giudici in giro a fare colazione..."
"Perdio, se pensa..."
"Io non penso.  Mr Wolfe che pensa. Io metto solo un po' di forza bruta. Come questa..."
Sbattei la porta, mi assicurai che la serratura fosse scattata, andai in cucina a prendere un cacciavite, salii su una sedia e svitai una vite. Poi tirai il chiavistello della porta posteriore, raccomandando a Fritz di lasciarlo cos, e infine tornai nello studio. Wolfe smise di parlare per guardarmi. Annuii, dicendo mentre tornavo alla mia sedia: "Tre uomini adirati. Probabilmente torneranno con delle scartoffie legali".
"Chi erano?"
"Cramer, Rowcliff, Stebbins".
"Ah". Wolfe parve lusingato. "Stacchi il campanello".
"Fatto".
"Chiuda la porta sul retro".
"Fatto".
"Bene". Si rivolse agli altri. "Un ispettore, un tenente e un sergente di polizia hanno posto sotto assedio questo edificio. Dato che stanno indagando su un omicidio, e dato che tutte le persone coinvolte sono state riunite qui da me, e loro lo sanno, le mie porte sbarrate li irriteranno oltre misura. Li far entrare quando sar pronto, non prima. Se qualcuno di voi vuole andarsene subito,  libero di farlo. Mr Goodwin l'accompagner fuori. Allora?"
Nessuno si mosse, n parl. N respir.
Wolfe fece un cenno d'assenso. "Archie, mentre lei era assente, il dottor Brady ha dichiarato che l fuori, su quella terrazza, col vento che spirava, non  strano che lui, o chiunque altro, non abbia notato l'assenza di odore di iodio. Giusto, dottore?"
"S" rispose Brady brusco.
"Bene. Sono d'accordo". Wolfe osserv il gruppo. "Quindi l'improvvisazione di X  stata un successo. Pi tardi, naturalmente, ha tolto dall'armadio a muro la bottiglietta piena di germi e ha rimesso a posto quella con lo iodio. Dal suo punto di vista, tutto era stato quasi perfetto. Lo sarebbe stato completamente, invulnerabile a ogni tipo, di indagine, se lo scimpanz non avesse versato un po' di liquido sull'erba. Non so perch X non se ne sia preoccupato. Ha avuto tempo sufficiente per farlo, intere giornate e intere notti. Forse non aveva visto lo scimpanz versare il liquido, o forse non si  reso conto del pericolo. E noi sappiamo che si  sbagliato di grosso. Avrebbe anche potuto liberarsi della bottiglietta piena di germi e del pezzo di vetro che aveva estratto dalla spazzola di Miss Huddleston, ma non l'ha fatto.  stato..."
"Come fa a saperlo?" chiese Larry.
"Deve averli tenuti, perch li ha usati. Ieri ha messo la bottiglietta nell'armadietto del bagno di Miss Nichols, e ha infilato la scheggia di vetro nella sua spazzola".
Li osservavo tutti insieme, o almeno tentavo di farlo, ma lui o lei erano troppo astuti per me. Colui che non era realmente sorpreso o scandalizzato riusciva a mettere insieme un'imitazione tanto credibile da non poter essere distinta dalle reazioni genuine. Anche Wolfe li osservava, con gli occhi socchiusi, che erano l'unica parte di lui in movimento, le braccia conserte, il mento abbassato sulla cravatta.
"E" mormor "ha funzionato. Stamattina Miss Nichols  entrata nella vasca da bagno, si  tagliata il braccio, ha preso la bottiglia dall'armadietto e si  applicata lo iodio sul..."
"Santo cielo!" Il dottor Brady schizz in piedi. "Allora deve essere..."
Wolfe alz una mano. "Calma, dottore. L'antitossina  gi stata somministrata".
"Da chi?"
"Da una persona qualificata. La prego, si sieda. Grazie. Miss Nichols non ha bisogno del suo aiuto professionale, mentre io vorrei ricorrere alla sua competenza professionale. Primo... Archie, ha quella spazzola?"
Era sulla mia scrivania, ancora avvolta nella carta che mi aveva dato Hoskins. Tolsi la carta e tesi la spazzola a Wolfe. Ma lui, invece di prenderla, mi chiese: "Lei usa una spazzola da bagno, vero? Ci mostri come la muove sul suo braccio".
Abituato com'ero a ricevere ordini folli, mi limitai a ubbidire. Cominciai dal polso e diedi delle spazzolate risolute su su, fino alla spalla e ritorno.
"Basta cos, grazie. Indubbiamente quelli di voi che usano la spazzola da bagno la manovrano allo stesso modo. Non con movimenti circolari, o attorno al braccio, ma per lungo, su e gi. Quindi il taglio sul braccio di Miss Nichols, cos come me l'ha descritto Mr Goodwin,  verticale, a met fra il polso e il gomito. Giusto, Miss Nichols?"
Janet annu, si schiar la gola e rispose con la vocetta esile: "S".
"Ed  lungo un paio di centimetri, pi o meno?"
"S".
Wolfe si rivolse a Brady. "Ora, dottore, alla sua competenza professionale. Intendo stabilire una premessa inattaccabile. Perch Miss Nichols si  prodotta un taglio lungo un paio di centimetri? Perch non ha ritirato in fretta il braccio non appena ha sentito lacerarsi la pelle?"
"Perch?" Brady fissava Wolfe accigliato. "Per la semplice ragione che non l'ha sentito".
"Non l'ha sentito?"
"Certamente no. Non so quale sia la premessa che intende stabilire, ma con le setole che le massaggiavano la pelle, non avrebbe potuto sentire il vetro che la tagliava. Non se ne sarebbe accorta se non dopo aver visto il sangue".
"Ma davvero?" Wolfe parve deluso. "Ne  sicuro? Sarebbe pronto a giurarlo?"
"Certo. Non ho dubbi".
"E qualunque altro medico affermerebbe la stessa cosa?"
"Certo".
"Allora dovremo accettare la sua parola. Questi, dunque, sono i fatti. Ora tocca a voi parlare. A tutti voi. Certo, tutto questo  molto poco ortodosso - voi tutti insieme, a questo modo - ma avrebbe richiesto troppo tempo farlo nella maniera corretta, uno alla volta".
Si adagi contro lo schienale e un la punta delle dita sulla sommit della sua protuberanza centrale.
"Miss Timms, cominceremo da lei. Parli, per favore".
Maryella non disse niente. Parve voler affrontare lo sguardo di Wolfe, ma non apr bocca.
"Be', Miss Timms?"
"Non so..." Tent di togliere la raucedine dalla voce. "Non so che cosa vuole che dica".
"Sciocchezze" ribatt Wolfe duro. "Lo sa benissimo. Lei  una donna intelligente. Abita in quella casa da due anni.  molto probabile che la paura, o il risentimento, o qualunque altra emozione, sia maturata in questo periodo in uno dei presenti tanto da spingerlo all'omicidio. E lei sostiene di esserne completamente all'oscuro? Non  credibile. Voglio che mi dica spontaneamente tutte le cose che le strapperei se la tenessi qui per l'intero pomeriggio martellandola di domande".
Maryella scosse la testa. "Non potrebbe strapparmi cose che non sono dentro di me".
"Non parler?"
"Non posso". Maryella non aveva l'aria infelice. "Non ho niente da dire, capisce?"
Lo sguardo di Wolfe si spost. "Miss Nichols?"
Janet scosse la testa.
"Non mi ripeter" disse Wolfe. "Per lei vale quello che ho gi detto a Miss Timms".
"Capisco". Janet inghiott e continu con voce esile: "Non posso dirle niente. Davvero, niente".
"Neanche chi ha tentato di assassinarla? Non ha idea di chi possa averla voluta uccidere stamattina?"
"No.  questo che mi spaventa tanto. Non so chi possa essere stato".
Wolfe sospir, rivolgendosi a Larry. "Mr Huddleston?"
"Non so un accidenti" rispose Larry, di malumore.
"Capisco. E lei, dottor Brady?"
"Ho la sensazione" disse Brady gelido "che si sia spinto un po' troppo avanti poco fa, e che ora faccia marcia indietro. Ha dichiarato di sapere chi  l'assassino. Se..."
"Preferisco proseguire a modo mio, dottore. Ha niente da dirmi?"
"No".
"Niente che possa collegarsi in qualche modo a questa faccenda?"
"No".
Lo sguardo di Wolfe si pos su Daniel. "Mr Huddleston, lei ha gi parlato, con me e con la polizia. Ha altro da aggiungere?"
"Non mi pare" rispose lentamente Daniel. Sembrava il pi infelice di tutti. "Sono d'accordo con il dottor Brady. Se conosce..."
"Mi aspettavo che fosse d'accordo con lui" sbott Wolfe. Il suo sguardo descrisse un arco. "Vi avverto tutti, naturalmente con un'eccezione, che la polizia vi strapper tutto quello che sapete, e non sar un'esperienza gradevole. Loro non fanno nessuna differenza fra cose pertinenti e cose non pertinenti. Ad esempio, attribuiranno molta importanza al fatto che miss Timms ha tentato di catturare Mr Larry Huddleston con il suo fascino".
"Non  vero!" strill Maryella indignata. "Non ho tentato di catturare..."
"Lo ama? Lo desidera? Si  incapricciata di lui?"
"Neanche per sogno!"
"Allora la polizia sar doppiamente sospettosa. Sospetter, ad esempio, che gli abbia dato la caccia per via del denaro di sua zia. E a proposito di denaro, certo sapete tutti che il fratello di Miss Huddleston riceveva dei soldi dalla sorella e non era soddisfatto della cifra. Se vi rifiutate di dirmi..."
"Non ero insoddisfatto" intervenne Daniel. Aveva la faccia arrossata e parlava ad alta voce. "Non ha il diritto di fare insinuazioni..."
"Non faccio insinuazioni" ribatt Wolfe brusco. "Vi spiego solo in quale tipo di questioni la polizia affonder i denti. Sono capacissimi di pensare che lei ricattava sua sorella".
"Ricattare!" squitt Daniel indignato. "Mi ha dato dei soldi per una ricerca..."
"Ricerca!" esclam suo nipote sghignazzando. "Ricerca! L'elisir di lunga vita! Tutti in fila, signori, se volete acquistare..."
Daniel balz in piedi, e per un attimo pensai che intendesse lanciarsi su Larry, ma a quanto pareva si era semplicemente alzato per fare un discorso.
"Questa" dichiar, col mento che gli tremava " una sfacciata bugia. Sia le mie motivazioni che i miei metodi sono rigidamente scientifici. L'elisir di lunga vita  un concetto romantico e inaccettabile. Il giusto termine scientifico  catholicon. Mia sorella era d'accordo con me, ed essendo una donna intelligente e dotata di grande intuito, per anni ha finanziato generosamente..."
"Catholicon!" Wolfe lo fiss incredulo. "E pensare che ho detto che  capace di usare il cervello!"
"Le assicuro, Mr Wolfe..."
"Zitto. E si rimetta a sedere". Wolfe era disgustato. "Non mi importa se ha sprecato il denaro di sua sorella, ma ci sono delle cose che voi signori sapete, e se non me le dite siete degli sciocchi". Agit il dito contro Brady. "E lei, dottore, dovrebbe vergognarsi di se stesso. Dovrebbe saperlo che  inutile nascondere dei fatti che tanto prima o poi verranno scoperti. Ha dichiarato di non conoscere nessun particolare sospetto riguardo alla vicenda. Che mi dice, allora, della scatola di concime che si  procurato allo scopo di estrarne germi di tetano?" Daniel emise un'esclamazione soffocata e si gir a fissare il medico. Stupefatto, anche se non quanto ci si sarebbe potuto aspettare, Brady guard Wolfe per un attimo, poi disse sottovoce: "Ammetto che avrei dovuto dirglielo".
" tutto quello che ha da rispondere? Perch non ne ha parlato con la polizia non appena ha aperto l'indagine?"
"Perch ero convinto che non ci fosse niente su cui indagare. Ho continuato a pensarlo fino a stamattina, quando mi ha telefonato. Non sarebbe servito a nessuno scopo utile..."
"Che cos'ha fatto con quella roba?"
"L'ho portata nel mio studio e ho fatto qualche esperimento con due miei colleghi. Dovevamo risolvere una discussione. Poi l'abbiamo distrutta. Completamente".
"Qualcuno dei presenti era al corrente di questo?"
"Non..." Brady si accigli. "S, ricordo... Ne ho discusso con loro, spiegando quanto poteva essere pericolosa una piccola ferita".
"Non con me" dichiar Daniel arcigno. "Se avessi saputo che aveva fatto una cosa del genere..."
Si fissarono con antipatia. Daniel borbott qualcosa e si sedette.
Suon il telefono. Feci roteare la poltroncina e staccai la cornetta. Era il dottor Vollmer. Feci un cenno a Wolfe, che alz il suo ricevitore. Quando riattacc, disse: "La bottiglia con cui stamattina Miss Nichols si  medicata la ferita conteneva abbastanza germi di tetano da uccidere la popolazione di una citt, giustamente distribuita". Fiss Brady. "Forse ha un'idea, dottore, su come la polizia potrebbe considerare quell'episodio, soprattutto perch l'ha tenuto nascosto. Le darebbe molto filo da torcere. In casi di questo genere, nascondere o tacere qualcosa senza la guida di un esperto pu essere molto pericoloso. A proposito, da quanto tempo conosceva Miss Huddleston?"
"La conoscevo superficialmente da un certo tempo. Molti anni".
"E da quanto intimamente?"
"Non direi che la conoscevo intimamente. Un paio di mesi fa ho preso l'abitudine di andare abbastanza spesso a casa sua".
"Come mai ha preso quest'abitudine? Si era innamorato di lei?"
"Di chi?"
"Di Miss Huddleston".
"Certo che no". Brady pareva non solo sbalordito, ma anche indignato. "Poteva essere mia madre!"
"Allora come mai, all'improvviso, ha cominciato ad andare l?"
"Ma... capita, alla gente, di prendere certe abitudini".
Wolfe scosse la testa. "Non senza un motivo.  stato mosso dall'avidit o dalla parsimonia? Dall'idea di poter cavalcare senza spendere un centesimo? Ne dubito. Probabilmente il suo reddito  elevato. Semplice convenienza? No, era lontano dalla sua abitazione e dal suo studio, doveva essere un fastidio. La mia ipotesi, per usare il convenzionale eufemismo,  che fosse amore. Si era innamorato di Miss Nichols?"
"No".
"E allora? Le assicuro, dottore, che mi sto comportando con molto pi tatto della polizia. Allora, da che cosa  stato mosso?"
Sulla faccia di Brady apparve un'espressione strana. O una serie di espressioni. Prima di rifiuto, poi di esitazione, poi di imbarazzo e infine di "o la va o la spacca". Per tutto il tempo tenne gli occhi fissi su Wolfe. All'improvviso disse, con voce pi alta di quella che aveva usato fino a quel momento:
"Mi ero innamorato di Miss Timms. Follemente".
"Oh!" esclam Maryella sorpresa. "Non hai mai..."
"Non interrompa, per favore" disse Wolfe irritato. "Aveva parlato dei suoi sentimenti con Miss Timms?"
"No". Brady continu, con coraggio: "Non volevo. Pensavo... Vede, Miss Timms  molto civetta..."
"Non  vero! Sai benissimo che..."
"Per favore!" Wolfe fu perentorio. Il suo sguardo saett a sinistra e poi a destra. "E cos, tutti voi tranne uno sapevate che il dottor Brady si era procurato una scatola di concime nelle stalle, e tutti mi avete nascosto la cosa. Siete incorreggibili. Proviamo con un altro particolare, pi specifico. Il giorno che  venuta qui, Miss Huddleston mi ha detto che Miss Nichols nutriva del risentimento contro di lei, e che la sospettava di essere l'autrice delle lettere anonime. Chiedo a tutti, compresa lei, Miss Nichols: qual era la ragione del risentimento?"
Nessuno parl.
"Lo chiedo a lei individualmente, Miss Nichols".
Janet scosse la testa. La sua voce fu appena udibile. "Niente. Non era niente".
"Mr Huddleston?"
Daniel replic pronto: "Non ne ho idea".
"Miss Timms?"
"Non lo so". E da come gli occhi di Wolfe si soffermarono su di lei per un attimo, fui certo che sapesse che aveva mentito.
"Dottor Brady?"
"Se lo sapessi, glielo direi" rispose Brady. "Ma non lo so".
"Mr Huddleston?"
Larry stava aspettando la domanda con un sorrisetto fisso che gli torceva un angolo della bocca. "Gliel'ho gi detto" esclam con durezza. "Non so un accidenti di niente. E questo vale per tutto".
"Ma davvero! Posso avere il suo orologio per un momento?"
La faccia di Larry espresse diverse emozioni, come quella di Brady pochi minuti prima. Dapprima parve perplessa, poi piena di sfida, poi come compiaciuta di qualcosa. "Che vuole farne del mio orologio?" url.
"Voglio guardarlo. Glielo chiedo come un favore. Un piccolo favore. Non ha collaborato molto finora".
Larry, le labbra di nuovo tese in un sorrisetto, si slacci l'orologio e avanz fino alla scrivania di Wolfe, che lo afferr mentre mi diceva: "La pratica Huddleston, Archie".
Andai ad aprire la cassaforte e tirai fuori una cartelletta che portai a Wolfe. Lui l'apr dicendo:
"Resti l, Archie. Come baluardo e come testimone. Due testimoni sarebbero meglio. Dottor Brady, per favore, si metterebbe vicino a Mr Goodwin, continuando a guardare me? Grazie".
Lo sguardo di Wolfe si infil fra Brady e me per mettersi a fuoco su Larry. "Lei  un giovanotto molto sciocco, Mr Huddleston. E molto, molto insensibile.  rimasto ottusamente soddisfatto perch credeva che io mi aspettassi di trovare una fotografia di Miss Nichols dentro la cassa del suo orologio e che, nel non trovarla, sarei rimasto male. Si sbagliava. Ora, dottore, e anche lei, Archie... vi prego di osservare. Ecco il retro dell'orologio. Ed ecco una fotografia di Miss Nichols, tagliata esagonalmente. A quanto pare  la misura esatta. Il punto potrebbe essere definitivamente chiarito aprendo la cassa dell'orologio, ma non lo far, perch sar aperta pi avanti e paragonata al microscopio con la fotografia, per provare che l'ha contenuta. Archie!"
Feci da baluardo. Tanto dovevo un cazzotto a Larry, se non altro per punirlo delle sue cattive maniere. Ma non glielo mollai, o almeno non nel vero senso della parola, perch lui prov solo a infilarsi fra Brady e me nel tentativo di impadronirsi della fotografia. E cos, gli diedi una botta col braccio teso, facendolo ripiombare sulla sedia. Mi tenni pronto, comunque.
"E cos" continu Wolfe, imperturbabile "metter l'orologio e la fotografia in due buste diverse, che conserver. Mr Huddleston, se le interessa come ho fatto a procurarmi la fotografia, le basti sapere che l'ha lasciata qui sua zia. Presumo che sia arrivato il momento di concedermi la sua collaborazione, e comincer con una domanda che mi servir da prova. Quando le ha preso la foto, sua zia?"
Larry tent di sorridere ironicamente, ma non ci riusc molto bene. La sua faccia non era in grado di comporre il sorriso, perch i muscoli si muovevano per conto loro.
"Forse" disse Wolfe "sar bene far entrare la polizia. Saranno pi svelti di me a ottenere la sua collaborazione".
"Bastardo d'un ciccione!" Ma l'urlo, nella voce di Larry, si era mutato in un lamento.
Wolfe fece una smorfia. "Tenter un'altra volta. Risponda alle domande seguenti, se non per me per qualcun altro che  meno grasso ma pi a disagio. A meno che non preferisca che le risposte vengano strappate ai domestici, ai suoi amici e ai suoi conoscenti. Gi la situazione  brutta. Cos diventerebbe ancora pi brutta. Quando sua zia le ha preso quella foto?"
La mascella di Larry si mosse, ma la lingua no. Wolfe aspett dieci secondi, poi disse bruscamente: "Li faccia entrare, Archie".
Feci un passo, ma prima che potessi muovere il secondo, la voce di Larry farfugli: "Maledizione! Lo sa benissimo quando me l'ha presa! Me l'ha presa il giorno che  venuta qui!"
Wolfe annu. "Cos va meglio. Ma non era la prima volta che esprimeva disappunto per la sua relazione con Miss Nichols, vero?"
"No".
"Era contraria per ragioni morali?"
"Accidenti, no. Era contraria solo al matrimonio. Mi ha chiesto di rompere il fidanzamento. Il fidanzamento era segreto, ma lei si era insospettita e aveva interrogato Janet, e Janet gliel'aveva detto. E cos mia zia mi ha imposto di romperlo".
"E naturalmente lei si  infuriato". La voce di Wolfe era morbida, vellutata. "Bruciava dalla voglia di vendicarsi..."
"No!" Larry si chin in avanti, facendo fatica a controllare la mascella. "La smetta, e subito! Non pu incolparmi di questa storia! Non ho mai avuto realmente intenzione di sposare Janet, non facevo sul serio! Posso provarlo attraverso un mio amico".
"Ma davvero!" Wolfe aveva gli occhi quasi chiusi. "Un uomo come lei ha degli amici? Forse s. Dopo che sua zia le ha imposto di rompere il fidanzamento, ha continuato a tenere la fotografia nell'orologio?"
"S. Ho dovuto. Voglio dire, dovevo tenere a bada anche Janet, e non era facile, vivendo sotto lo stesso tetto. Avevo paura di lei. Lei non la conosce. Ho aperto apposta la cassa dell'orologio davanti a mia zia, in modo che mi portasse via quella maledetta foto. Janet sembrava convinta che la fotografia significasse molto per me, e se fosse scomparsa senza ragione..."
"Lo sapeva che era stata Miss Nichols a mandarle le lettere anonime?"
"No. Forse lo sospettavo, ma non ne ero sicuro".
"Ha sospettato anche quando sua zia..."
"Basta! Basta!"
Era Janet.
Non alz la voce. Non ne ebbe bisogno. Bast il tono a interrompere tutto e tutti. Suon come qualcosa che ci si pu aspettare di sentir uscire da una vecchia tomba abbandonata, ammesso che ci si possa mai aspettare una cosa simile. Tranne la bocca, nessuna parte di lei si mosse. Teneva gli occhi fissi su Wolfe, con un'espressione che mi costrinse a guardare da un'altra parte. A quanto parve, ebbe lo stesso effetto sugli altri, perch anche loro fecero la stessa cosa. Tutti guardammo Wolfe.
"Ah" disse lui piano. "Un po' troppo per lei, vero, Miss Nichols?"
Lei continu a fissarlo.
"Come mi aspettavo" continu il mio principale.
"Dentro, lei  una rovina. Non le resta niente. Il modo pi semplice, per me,  dettarle una confessione e fargliela firmare. Poi ne mander una copia a un uomo che conosco, un giornalista della Gazette, e stasera stessa apparir in prima pagina. Al mio amico piacer avere una sua fotografia con cui corredare l'articolo, e Mr Goodwin sar lieto di portarglielo. Vero, Archie?"
"Hmmm" pensai. "Non solo intende far fare una figuraccia a Cramer, ma vuole anche sfregare il sale sulle sue ferite". Daniel borbott qualcosa, e cos Brady, ma Wolfe li azzitt con un gesto.
"Per sua soddisfazione, Miss Nichols, devo dire che la sua colpevolezza non era molto ovvia. Ci sono arrivato solo stamattina, quando Mr Goodwin mi ha telefonato da Riverdale, anche se, naturalmente, avevo notato l'orologio esagonale di Mr Huddleston, quando  venuto qui nove giorni fa; e avevo gi capito che la sua fotografia era stata tenuta l dentro. Ma il suo comportamento di oggi  stato da vera imbecille. Probabilmente ieri, quando ha visto che il terriccio veniva rimosso,  stata colta dalla costernazione, rendendosi conto delle possibili conseguenze, e ha tentato di distogliere l'attenzione inscenando un tentativo d'omicidio contro lei stessa. Ha capito che cosa intendevo, poco fa, quando ho chiesto al dottor Brady come mai non aveva gettato via la spazzola, nell'istante in cui si  tagliata? Lui ha risposto, come mi aspettavo, che non poteva aver sentito il taglio. Il che, in teoria, era possibile".
Janet non rispose.
"Questo  il vero punto" continu Wolfe. "Che lei invece il taglio l'ha sentito, perch sapeva che nella spazzola c'era il frammento di vetro, dato che ce l'aveva messo lei. E ha subito buttato via la spazzola. Ne sono certo, perch altrimenti il taglio sarebbe stato molto pi lungo di un paio di centimetri. Ha visto Mr Goodwin usare la spazzola come dimostrazione, e l'ha visto muoverla dal polso alla spalla. Tutti la usano cos. Nessuno la bloccherebbe per un paio di centimetri per poi fermarsi. Ma anche a prescindere da ci, il suo comportamento di oggi  stato assurdo, se voleva - come certo voleva - dimostrare che qualcuno aveva tentato di ucciderla. Questo qualcuno avrebbe saputo che, dopo quello che era successo, anche ammesso che usasse la bottiglietta piena di germi, le sarebbe stata somministrata l'antitossina. E questo avrebbe risolto in un fiasco il tentativo di ucciderla. D'altra parte lei, usando quella bottiglietta, sapeva bene di non correre nessun pericolo, convinta com'era che si sarebbe ricorsi subito all'antitossina. Veramente pensava..."
"Basta!" esclam Janet, esattamente con lo stesso tono di prima. Non riuscivo ancora a guardarla.
Ma non guardarla fu un errore. Perch, senza nessun preavviso, si tramut in un lampo pronto a saettare. Fu cos subitaneo e imprevisto che io ero ancora seduto, nel momento in cui lei schizz su e afferr il pezzo di vetro dalla scrivania di Wolfe; e quando mi alzai, sembrava volare nell'aria, verso Larry Huddleston, con il frammento di vetro diretto alla sua faccia. Anche tutti gli altri si mossero, ma nessuno abbastanza in fretta, neppure Larry. Daniel la cinse con le braccia, bloccandole la mano sinistra, e io afferrai l'altra, compreso il polso, ma sulla guancia di Larry c'era gi una striscia rossa, da sotto l'occhio fino quasi al mento.
Tutti emettevano dei suoni, alcuni dei quali erano parole. Tranne Janet.
"Zitti!" esclam Wolfe stizzito. "Archie, se ha finito di sonnecchiare..."
"Vada al diavolo" gli dissi. "Non sono un genio come lei, io". Applicai un po' di pressione al polso di Janet. "Mollalo, bimba".
Lei lasci cadere il pezzo di vetro e rimase rigida a fissare Brady che esaminava la guancia di Larry.
" molto superficiale" disse il medico, tirando fuori un fazzoletto. "Tenga, se lo prema contro la guancia".
"Maledizione" balbett Larry. "Se resta la cicatrice..."
" una bugia!" url Janet. "Hai mentito!"
"Come?" Larry la fiss stralunato.
"Intende dire" spieg Wolfe "che ha mentito quando ha dichiarato che non desiderava, n intendeva, sposarla. Sono d'accordo con la signorina. L'aria qui era gi abbastanza irrespirabile anche senza questo. Ha alimentato la sua passione e le sue speranze. Lei la voleva... Lo sa Iddio perch. Quando  intervenuta sua zia, Janet ha colpito. Per vendetta? S. Per dire a sua zia: "Lascia che io lo abbia, o ti roviner?" Probabilmente. O per rovinare sua zia e poi raccattare lei dalle rovine? Possibile. O tutte e tre le cose. Miss Nichols?"
Janet, che gli voltava la schiena, continu a fissare Larry senza rispondere. Io continuavo a tenerla ferma.
"Ma" continu Wolfe "sua zia si  rivolta a me, e questo ha spaventato Miss Nichols. E poi, quando lei stessa  venuta qui e ha trovato la sua fotografia, non solo si  spaventata di nuovo, ma si  anche inviperita. Essendo una ragazza molto sentimentale..."
"Santo cielo" borbott Brady senza volerlo. "Sentimentale..."
Un brivido scosse Janet dalla testa ai piedi. La tirai per un braccio e la guidai fino alla poltroncina rossa. Lei ci si lasci cadere. Wolfe disse bruscamente: "Archie, il taccuino... no, prima la macchina fotografica..."
"Non lo sopporto pi!" grid Maryella, alzandosi. Tese la mano per sorreggersi a qualcosa, e fortuna volle che questo qualcosa fosse il braccio di Brady. "Non posso!"
Wolfe li guard, accigliato. "La porti di sopra, dottore, e le mostri le orchidee. Tre rampe di scale. E porti anche il ferito. Lo medichi. Fritz le porter l'occorrente. Ma mi raccomando... prima annusi lo iodio".
Quel pomeriggio alle sei ero alla mia scrivania. Lo studio era silenzioso e tranquillo. Wolfe era stato feroce con gli amici della polizia. Cramer era arrivato come una tigre, con una squadra e un mandato, e se n'era andato via come un agnellino, con un fascio di deposizioni, una confessione, un'assassina, e l'inizio di un colpo apoplettico. Malgrado tutto ci, amando Cramer come l'amo, quando sentii l'ascensore che portava gi Wolfe dalla serra cominciai a darmi da fare con delle carte che avevo sulla scrivania. Intendevo non ammettere neppure la presenza di Wolfe. La scusa che aveva trovato per trattenere in casa Maryella era stata che lei non poteva tornare a Riverdale visto come stavano le cose e che non c'era nessun altro posto in cui mandarla. Puah.
Ma non ebbi la possibilit di trattarli con degnazione, perch superarono la porta dello studio senza entrare, diretti in cucina. Rimasi inchiodato alla scrivania. Il tempo pass, ma ero troppo irritato per riuscire a lavorare. Verso le sette suon il campanello. Andai ad aprire e mi trovai davanti il dottor Brady. Disse che era stato invitato, e cos lo portai in cucina.
La cucina era calda, piena di luce e di odori appetitosi. Fritz stava tagliando un ananas ben maturo. Wolfe era seduto nella poltrona vicino alla finestra e assaggiava un cucchiaio di qualcosa. In una mano, reggeva un tegamino fumante. Maryella era seduta su una delle estremit del lungo tavolo, con le gambe accavallate. Sorseggiava un frapp alla menta. Mosse le dita della mano sinistra verso Brady, in segno di saluto. Lui si ferm, sbalordito, battendo le palpebre. Guard prima lei, poi Wolfe, poi Fritz, poi di nuovo lei.
"Be'" disse alla fine. "Sono contento che tu riesca a essere tanto festosa, date le circostanze".
"Sciocchezze!" sbott Wolfe. "Non c' niente di festoso in tutto questo. Stiamo semplicemente preparando da mangiare.  molto meglio che Miss Timms abbia qualcosa da fare. La preferirebbe in preda a una crisi isterica? Abbiamo avuto una discussione sul pane in cassetta, e ce ne sono due forme nel forno. Due uova o tre? Latte a cento gradi o tiepido? Prenda il frapp che le sta offrendo. Archie, un frapp?"
Brady accett il frapp e si sedette sul bordo del tavolo senza assaggiarlo. Pass un braccio attorno alle spalle di Maryella, stringendola. Lei non accenn a ritrarsi. Wolfe finse di non vedere e assaggi placidamente un'altra cucchiaiata di roba. Fritz cominci a sminuzzare le fette di ananas.
Maryella esclam: "Non mi fai respirare!"
Wolfe chiese amabilmente: "Un frapp, Archie?"
Mi voltai senza rispondere, andai nell'atrio, presi il cappello, sbattei la porta uscendo, arrivai all'angolo ed entrai nel locale di Sam, dove mi appollaiai su uno sgabello al bancone. Non mi accorsi di borbottare fra me, ma evidentemente lo feci, perch Sam disse: "Pane in cassetta? Che diavolo  il pane in cassetta?"
"Non parlare finch non sei interrogato" lo avvertii. "E dammi un panino con prosciutto e un bicchiere di tossina. Se non hai tossina, dammi del latte. Buon latte fresco di orango. Io e un'assassina abbiamo giocato a rincorrerci. Sai come si fa a riconoscere un'assassina, quando se ne vede una? Semplice. Immergila nello iodio, lasciacela tutta la notte, filtrala, aggiungi mezzo chilo di concime... Come? Ah. Con sottaceti. Non mi fai respirare!"
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Non ne ho mai parlato con lui, e non intendo farlo. Ho una decina di teorie in proposito. Eccone qualche esempio.
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1. Wolfe sapeva che sarei andato al funerale, e ha mandato il mazzo d'orchidee semplicemente per perseguitarmi.
2. Qualcosa nel suo passato. Quando era giovane e bello, e Bess Huddleston lo era altrettanto, potevano essere stati... uh, amici. In quanto al fatto che lei non l'aveva riconosciuto, be', non l'avrebbe potuto neanche sua madre. E non c' dubbio, Wolfe ha quindici o venti passati; di questo sono sicuro.
3. Wolfe stava pagando un debito. Aveva saputo, o intuito, che Bess Huddleston stava per essere uccisa - da qualcosa che qualcuno aveva detto il primo giorno, ma era stato troppo pigro, o troppo interessato al polpettone con le animelle, per muoversi. Poi, quando lei era stata pronta per la sepoltura, aveva deciso di doverle qualcosa, e allora che le aveva mandato? Solo delle orchidee, delle normalissime orchidee? Nossignore. Orchidee nere. Le prime orchidee nere mai viste su una bara in qualunque parte del globo fin dagli albori della storia. Debito estinto. Pagato fino all'ultimo centesimo. Fattura archiviata.
4. L'ipotesi pi credibile  la numero tre.
5. Ma resta un mistero, e quando lui mi sorprende a guardarlo in un certo modo, sa maledettamente bene a cosa sto pensando.
...
FINE.